Vincenzo Branà

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Prostitute fuorilegge

IL CASO
Gamberini e Ropa come Alemanno firmano l’ordinanza anti-lucciole. L’assessora Simona Lembi: «Verificheremo tra un anno, dati alla mano».

prostituteIl sindaco di Crespellano Gianni Gamberini si dice «perplesso»: tutta questa curiosità dei mezzi di informazione sull’ordinanza firmata assieme al sindaco di Anzola contro la prostituzione lo sorprende. «È un’ordinanza che va incontro al malessere dei cittadini rispetto a un fenomeno che esiste da anni» spiega. «Oggi come oggi abbiamo in mano solo questo strumento» aggiunge. Insomma Anzola e Crespellano, forti dei nuovi poteri attribuiti ai sindaci dal pacchetto sicurezza, seguono la via tracciata da Gianni Alemanno a Roma e mettono al bando la prostituzione per strada. In particolare, nel documento che è già operativo in quei territori, si stabilisce il divieto di contrattare o concordare prestazioni sessuali a pagamento sulle pubbliche vie comunali, nonché di tenere comportamenti, atteggiamenti o abbigliamenti che manifestino l’attività di meretricio, pena una sanzione pecuniaria.

«La forte incidenza di traffico legato alla prostituzione sul nostro territorio è un fatto presente e noto da tempo – dice Loris Ropa, sindaco di Anzola – ma la vigilanza messa in atto dalle forze dell’ordine (carabinieri, polizia municipale e polizia stradale) non è sufficiente a contenere i disagi arrecati ai cittadini. Vi sono zone intensamente abitate come quelle sulla via Emilia in località Lavino di Mezzo, Martignone e Ponte Samoggia in cui l’esercizio della prostituzione produce gravi rischi sia alla sicurezza urbana che a quella stradale, senza contare – prosegue il sindaco – che quasi sempre lo sfruttamento della prostituzione si intreccia ad altre attività criminose». Aggiunge il sindaco di Crespellano Gamberini: «Non si tratta di un provvedimento nato per colpire coloro che sono innanzitutto vittime di un sistema di mercificazione del sesso, le donne e le ragazze, spesso giovanissime, che vendono il proprio corpo: l’ordinanza, infatti, contiene anche il divieto di far salire a bordo di un veicolo una o più persone che manifestino l’esercizio della prostituzione. Il provvedimento mira piuttosto a prevenire e contenere disagi oramai insopportabili per gli abitanti delle zone in cui questo fenomeno si concentra». Insomma per i due primi cittadini il disagio è innanzitutto quello di chi vede e si disgusta: «In certe zone, siamo arrivati al punto che è difficile perfino il libero utilizzo degli spazi pubblici – conclude il sindaco Ropa – e continuamente riceviamo segnalazioni dai cittadini, che lamentano situazioni di insicurezza di precarietà di igiene dovuta all’abbandono di rifiuti di ogni genere».

Il giro di vite subentra quindi ma in un fazzoletto di chilometri: a Zola il divieto è già attivo da qualche settimana (il sindaco ha firmato la prima ordinanza), idem ad Anzola e a Crespellano. Casalecchio, dal canto suo, nemmeno ci pensa: «Non abbiamo mai avuto un’emergenza di questo tipo» confessa il primo cittadino Simone Gamberini. Eppure il primo effetto che si immagina, dopo l’entrata in vigore del provvedimento, è proprio quello di una migrazione, che risolverebbe il problema di decoro delle municipalità in cui è scattata l’ordinanza lasciando naturalmente inalterata la condizione di sfruttamento delle prostitute. Interlocuzioni con il tessuto associativo? Gianni Gamberini risponde: «Ci siamo confrontati con le forze dell’ordine, non con le associazioni».

Simona Lembi, assessora provinciale alle Pari Opportunità, non entra nel merito dell’ordinanza dei sue sindaci – «Il Comune è sovrano – dice – avranno avuto le loro ragioni» – ma si scaglia decisa contro il “modello Alemanno”: «È indecente – dice – equiparare il cliente alla prostituta: la prima evidenza – spiega – è che dopo la prostituta torna sempre sulla strada». Non solo: «La proposta di Mara Carfagna, anticipata da Alemanno a Roma, non è stata frutto di un’interlocuzione con le associazioni che da anni si occupano del problema, perciò formula una risposta a dir poco banale». «Problemi complessi – insiste Lembi – ,meritano soluzioni complesse. Quelle di cui parliamo oggi servono solo a finire sul giornale. Tra un anno vedremo, dati alla mano, come è cambiato realmente il fenomeno. E questo vale tanto per Roma – conclude – quanto per i sindaci del Bolognese».

Malalbergo: il supersindaco verso il bis

A settembre al via le consultazioni nella coalizione per il programma
Secondo le indagini del Medec Massimiliano Vogli è il primo cittadino più conosciuto e amato dell’hinterland: il Pd gli ha dato il via libera per candidarsi

“Con forza e convinzione” e, soprattutto, all’unanimità. Così si sono espressi i delegati del Pd della pianura bolognese, che l’altra sera hanno rinnovato all’unisono la scommessa su Massimiliano Vogli, incoraggiandolo a intraprendere il cammino verso il suo secondo mandato con la fascia tricolore di Malalbergo. E in effetti il saldo delle cose fatte nel paese dell’hinterland durante l’era Vogli è generoso e tutto a favore della sua corsa verso il bis: asilo nido, centro anziani, piscina comunale, piste ciclabili, municipio restaurato, parco urbano e riqualificazione del territorio sono solo alcune delle opere portate a termine dal sindaco uscente. E accanto a queste, scrivono i delegati democratici nel documento approvato l’altra sera, si sottolineano “gli ottimi rapporti instaurati con la cittadinanza e con le associazioni del territorio”, tutti punti a favore del secondo quinquennio del sindaco under 40.

D’altronde già i sondaggi compilati dal Medec in tutto il territorio provinciale parlavano chiaro: Massimiliano Vogli è “faccia nota” per tutti i suoi concittadini, che, se interpellati sul rendimento dell’amministratore, rispondono con giudizi lusinghieri, superiori perfino al saldo delle urne del 2004. I delegati del Pd, perciò “sostengono ed approvano con convinzione e forza la ricandidatura a sindaco di Massimiliano Vogli dando mandato a quest’ultimo di lavorare, già da dopo la pausa estiva, alla formazione del programma elettorale, sostenuto, se possibile, dalla più ampia coalizione di governo locale possibile”.

Insomma, un’altra “benedizione” aggiunge una tessera al puzzle delle candidature della provincia bolognese che già inizia a prendere forma a un anno dall’apertura delle urne. Così, assieme a Marco Macciantelli a San Lazzaro, Simone Gamberini a Casalecchio e a Marco Monesi a Castel Maggiore, anche Massimiliano Vogli prende la rincorsa per la gara del 2009. Interpellato su questo possibile “bis” il coordinatore comunale del Pd Duilio Veronesi parla di “entusiasmo”: “Pensiamo di essere fortunati per la sua rinnovata disponibilità – dice – fare meglio di come ha fatto è davvero difficile: ha passione, vive qua da generazioni, è davvero l’uomo giusto”. Sulla possibile coalizione che sosterrà il “Vogli 2″, invece, si parla con prudenza: “La nostra è una porta sempre aperta – dice Veronesi – ma tutto si baserà sul programma”.

Dal canto suo Massimiliano Vogli, naturalmente, accetta la sfida: “Il sostegno unanime dei democratici mi lusinga”, dice. Ma di questo successo è pronto a dividere i meriti: “Lo devo a tutta la coalizione che con lealtà mi ha sostenuto durante tutto il mandato rendendo possibile il raggiungimento di obiettivi importanti che potevano essere dati per scontati. Ed è proprio a partire da questa esperienza in corso – conclude Vogli – che costruirò il programma per la prossima corsa elettorale.

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