<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Vincenzo Branà</title>
	<atom:link href="http://www.vincenzobrana.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.vincenzobrana.it</link>
	<description>Dei fatti, del giornalismo, della cultura lgbtq, di Bologna, della cronaca, della politica e d'altre bazzecole interessanti</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Jul 2010 04:17:19 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Anche Suf! si interroga sulla strage</title>
		<link>http://www.vincenzobrana.it/2010/07/29/articoli/anche-suf-si-interroga-sulla-strage/</link>
		<comments>http://www.vincenzobrana.it/2010/07/29/articoli/anche-suf-si-interroga-sulla-strage/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 04:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Branà</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Il Domani di Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[2 agosto]]></category>
		<category><![CDATA[anniversario]]></category>
		<category><![CDATA[bomba]]></category>
		<category><![CDATA[Cuoghi Corsello]]></category>
		<category><![CDATA[manifesto]]></category>
		<category><![CDATA[strage]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vincenzobrana.it/?p=410</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;ANNIVERSARIO
Il manifesto del 2 agosto porta la firma di Cuoghi e  Corsello. La bimba writer, icona onirica del duo  creativo, spalanca gli occhi sbigottita 

Suf! ha occhi e orecchie grandi, è tutta nera, su sfondo bianco, e sulla fronte ha un punto interrogativo rosso. È netta, nitida, si vede da lontano. Poco sotto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="left"><strong>L&#8217;ANNIVERSARIO</strong><br />
<em>Il manifesto del 2 agosto porta la firma di Cuoghi e  Corsello. La bimba writer, icona onirica del duo  creativo, spalanca gli occhi sbigottita </em></div>
<div align="justify">
<p class="first-child "><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 10px; float: left;" src="http://www.vincenzobrana.it/wp-content/uploads/2010/07/manifesto-piccolo-.jpg" title="Cuoghi e Corsello - 2 agosto" alt="Cuoghi e Corsello - 2 agosto" width="240" /><span title="S" class="cap"><span>S</span></span>uf! ha occhi e orecchie grandi, è tutta nera, su sfondo bianco, e sulla fronte ha un punto interrogativo rosso. È netta, nitida, si vede da lontano. Poco sotto, la scritta “Per non dimenticare”. Porta la firma di <strong><a href="http://cuoghicorsello.blogspot.com/">Cuoghi e Corsello</a></strong> il manifesto realizzato dal Comitato di solidarietà alle vittime delle stragi per la celebrazione del  2 agosto. Ed è Suf! il personaggio che i due creativi hanno pescato dal loro immaginario onirico per ricordare quelle tante vittime dopo trent’anni ancora senza giustizia. «Suf! &#8211; spiega Monica Cuoghi &#8211; è una bambina che vuole imparare a fare i graffiti ed essendo negata vuol diventare almeno SUFficente» «Ha un viso spaesato e strano &#8211; aggiunge &#8211; è una bambina ingenua». E che si interroga, come tutti noi, su quanto accadde a Bologna trent’anni fa: «È solo una bambina, nata all’inizio del nuovo millennio, nel 2001- spiega l’artista &#8211; e non capisce perchè accada tutto questo nell’umanità». «All’immagine &#8211; prosegue Monica Cuoghi &#8211; ho aggiunto il punto interrogativo, che rivela la complessità e la negata chiarezza di quello che è successo; ma il puntino cade proprio sulla sua fronte,  come un terzo occhio che guarda oltre e saprà vedere». L’incontro tra Suf! e la bomba avviene quasi per caso: «stavo  lavorando sul personaggio di Suf! &#8211; spiega Cuoghi &#8211;  dopo molto tempo che non la disegnavo, quando Gianfranco Maraniello (direttore del Mambo, ndr)  ci ha chiesto di pensare a qualcosa per il manifesto sul trentesimo anniversario della strage della stazione. Guardando l&#8217;espressione attonita, perplessa di Suf! mi è sembrata adattissima per rappresentare l’inquietudine lo stupore che il ricordo di questo avvenimento sollecita, il suo sguardo spalancato è perso nel vuoto, assente, ma nello stesso tempo è anche  molto presente, può sembrare allarmato, stupito, oppure appiattito, lontano, è uno sguardo ingenuo di una bambina che guarda il mondo ma è saggia,  la sua paura è vinta dall’indifferenza, ma spalanca gli occhi per guardarlo il mondo».<br />
Anche Monica Cuoghi, di quel 2 agosto di 30 anni fa, ha un ricordo molto nitido: «Avevo 15 anni e   un fidanzatino bolognese. Lo incontrai quella sera: la mattina si trovava in stazione, poco prima della bomba. Voleva prendere qualcosa al bar, quindi preferì spostarsi verso il centro. e proprio mentre si allontanava, quand’era già lontano dal piazzale, sentì il boato: si girò e stava crollando tutto».</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vincenzobrana.it/2010/07/29/articoli/anche-suf-si-interroga-sulla-strage/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fibre Parallele in scena a Borgo Tossignano: &#8220;Polemiche? Pronti a rinunciare al cachet&#8221;</title>
		<link>http://www.vincenzobrana.it/2010/07/28/articoli/fibre-parallele-in-scena-a-borgo-tossignano-polemiche-pronti-a-rinunciare-al-cachet/</link>
		<comments>http://www.vincenzobrana.it/2010/07/28/articoli/fibre-parallele-in-scena-a-borgo-tossignano-polemiche-pronti-a-rinunciare-al-cachet/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 11:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Branà</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Il Domani di Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Pariani]]></category>
		<category><![CDATA[Borgo Tossignano]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Vetrano]]></category>
		<category><![CDATA[Fibre Parallele]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Randisi]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vincenzobrana.it/?p=398</guid>
		<description><![CDATA[IL CASO
La rassegna di Enzo Vetrano e Stefano Randisi verso la conclusione: domani lo spettacolo contestato

Incontrando lo sguardo di Enzo Vetrano, che con Stefano Randisi divide la direzione artistica del festival “Acqua di Terra, Terra di Luna”, è davvero impossibile confonderlo con quello di un “impresario” a caccia di sensazionalismi. Lui, l’amico di Leo,  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="left"><strong>IL CASO</strong><br />
<em>La rassegna di Enzo Vetrano e Stefano Randisi verso la conclusione: domani lo spettacolo contestato</em></div>
<div align="justify">
<p class="first-child "><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 10px; float: left;" src="http://www.primaveradeiteatri.com/img//Mangiami%20lanima%20%285%29.jpg" title="Mangiami l'anima e poi sputala - Fibre Parallele" alt="Mangiami l'anima e poi sputala - Fibre Parallele" width="240" /><span title="I" class="cap"><span>I</span></span>ncontrando lo sguardo di <strong><a href="http://www.diablogues.it/enzo-vetrano.htm">Enzo Vetrano</a></strong>, che con <strong><a href="http://www.diablogues.it/stefano-randisi.htm">Stefano Randisi</a></strong> divide la direzione artistica del festival <strong><a href="http://www.acquaditerraterradiluna.com/">“Acqua di Terra, Terra di Luna”</a></strong>, è davvero impossibile confonderlo con quello di un “impresario” a caccia di sensazionalismi. Lui, l’amico di Leo,  che il teatro ce l’ha scolpito perfino nei tratti del viso, che rincorrono gli spigoli di un’antica maschera, parla con stupore della polemica che ha interessato la programmazione della decima edizione del loro festival di teatro. Blasfemi: così sono stati definiti alcuni spettacoli. Che parlano di religione, è vero.</p>
<p>&#8220;Ma di questo vogliono parlare le  giovani generazioni &#8211; spiega lui &#8211; questi sono i temi che li fanno discutere, questo è quello che vogliono portare in scena&#8221;. &#8220;Una ricerca di spiritualità &#8211; dice ancora &#8211; del Sacro, di risposte interiori a questioni esistenziali profondamente sentite&#8221;. Lui si rammarica, insomma. Perché chi ha gli occhi sul teatro, sui suoi linguaggi contemporanei, non può cogliere la sostanza di un attacco che sembra mettere sullo stesso piano <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jesus_Christ_Superstar_%28musical%29">Jesus Christ Supestar</a></strong> e una postar che canta appesa a un crocefisso di strass.</p>
<p>Tiene duro, però, Enzo Vetrano, e prima della messa in scena di <strong><em><a href="http://acquaditerraterradiluna.diablogues.it/index.php/programma/79-land-lover">Land Rover</a></em></strong>, il bello spettacolo presentato  domenica a Castel del Rio dalla compagnia Compagnia <strong><a href="http://www.gianfrancoberardi.it/public/chisiamo.asp">Berardi Casolari</a></strong>, legge il messaggio di solidarietà di un giovane spettatore del festival: &#8220;Il bavaglio &#8211; dice &#8211; me lo mettevano da piccolo per mangiare. Poi me lo tolsero e iniziai a parlare. Ora non voglio mi sia messo di nuovo per tacere&#8221;. E lo stesso Gianfranco Berardi, alla fine dello spettacolo (scampato il rischio che la statua della Madonna in scena venisse &#8220;censurata&#8221; con un panno o addirittura rimossa), dice la sua sugli attacchi degli amministratori locali: &#8220;Sono cattolico praticante &#8211; dice &#8211; e credo che la religione sia innanzitutto libertà. Non mettiamo nuovamente in croce un uomo, dopo che già uno, secoli fa, finì in croce ingiustamente&#8221;.</p>
<p>Il pubblico unanime batte le mani, tra quelli che hanno visto lo spettacolo nessuno contesta. E di pubblico ce n’è parecchio, questo forse è l’effetto boomerang della polemica che i detrattori avevano sottovalutato. E che forse raggiungerà il picco domani sera a Borgo Tossignano dove andrà in scena <strong><em><a href="http://acquaditerraterradiluna.diablogues.it/index.php/programma/80-mangiami-lanima-e-poi-sputala">Mangiami l’anima e poi sputala</a></em></strong> lo spettacolo della compagnia barese <strong><a href="http://www.teatronet.it/comp/detail.asp?id=10">Fibre Parallele</a></strong> che, dopo ottanta applauditissime repliche in tre anni in tutto lo Stivale, è inciampato nell’indignazione di alcuni eletti dell’imolese.</p>
<p>&#8220;Spettacolo adatto ad un pubblico adulto&#8221; hanno perciò dovuto specificare gli organizzatori, mettendo in campo una prudenza che non è sfuggita agli osservatori più distanti. Alla Gazzetta del Mezzogiorno, ad esempio, dove la polemica in salsa emiliana viene raccontata quasi con meraviglia. Ed è proprio da quelle colonne che Licia Lanera e Riccardo Spagnulo, il duo che compone Fibre Parallele, lanciano la provocazione: &#8220;Siamo consapevoli che il nostro spettacolo possa far discutere &#8211; dicono &#8211; ma un conto è lo scontro verbale, un conto è impedire a uno spettacolo di andare in scena. Per cui se la preoccupazione degli amministratori è lo sperpero dei danari pubblici &#8211; concludono &#8211; siamo pronti a rinunciare al nostro cachet&#8221;.</p>
<p>L’ingresso, domani sera, costa 5 euro.</p></div>
<div align="left"><strong>L&#8217;INTERVISTA</strong><br />
<em>Parla la consigliera regionale imolese Anna Pariani (PD): &#8220;No alle censure preventive&#8221;</em></div>
<div align="justify">
<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 10px; float: left;" src="http://www.provincia.bologna.it/probo/Immagini/gallerie_fotografiche/F_11915/20annapariani500.JPG" title="Anna Pariani (Pd)" alt="Anna Pariani (Pd)" width="240" /><strong>Consigliera  Pariani, la polemica che ha interessato il festival &#8220;Acqua di Terra/Terra di Luna&#8221; ha già raggiunto i palazzi della Regione e rischia in quella sede di comprometterne il finanziamento?</strong></p>
<p>&#8220;Un consigliere di opposizione credo abbia consegnato un’interrogazione per conoscere l’entità del finanziamento. È suo diritto farlo, come è abbastanza normale che succeda. Nessun allarme&#8221;.</p>
<p><strong>Ma più che una tensione tra maggioranza opposizione lo scontro sembra tutto interno al Partito Democratico, a cui appartiene Alberto Baldazzi, assessore alla Cultura di Castel del Rio e in prima linea nel chiedere la &#8220;censura&#8221; degli spettacoli della rassegna. Non è che su questo terreno si stia giocando in realtà tutt’altra partita,   di apparato diremmo, che a che fare con gli equilibri tra le correnti cattolica e laica del partito in quel territorio?</strong></p>
<p>&#8220;No, assolutamente. Lì c’è la valutazione di un amministratore che può decidere in merito a ciò che il Comune mette in campo in ambito culturale. Io mi sono solo permessa di fare un’osservazione: la rassegna è stata approvata da molto tempo dalle amministrazioni  comunali e il programma era noto. Bene si è fatto a non mettere in campo allora nessuna censura preventiva. Se ci sono valutazioni ex post, ma ex post vuol dire avendo visto gli spettacoli, sarà legittimo da parte degli enti finanziatori riportarle ai direttori artistici prima di programmare la prossima edizione&#8221;.</p>
<p><strong>La Provincia di Milano ha convocato di recente i direttori dei teatri che ricevono finanziamenti pubblici per tagliare gli spettacoli “non graditi”, tra cui “Orgia” di Pasolini. Nel micro e nel macro, insomma, la storia sembra ripetersi. Lei che ne pensa?</strong></p>
<p>&#8220;Vede, c’è già in Italia un’impostazione che tenta di mettere il bavaglio all’informazione. E il Partito Democratico è in prima linea nell’impedire che questo accada. La Cultura, a maggior ragione, non può ricevere censure analoghe. La libertà d’espressione è un segno del confronto nella pluralità delle culture ed è un valore fondante delle società democratiche. Penso i nostri sforzi dovrebbero concentrarsi, perciò, nel respingere ogni tentativo di censura&#8221;.</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vincenzobrana.it/2010/07/28/articoli/fibre-parallele-in-scena-a-borgo-tossignano-polemiche-pronti-a-rinunciare-al-cachet/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Miss Italia, addio alle terme?</title>
		<link>http://www.vincenzobrana.it/2010/05/16/articoli/miss-italia-addio-alle-terme/</link>
		<comments>http://www.vincenzobrana.it/2010/05/16/articoli/miss-italia-addio-alle-terme/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 May 2010 23:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Branà</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Il Domani di Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Jesolo]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Zaia]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Tedeschi]]></category>
		<category><![CDATA[Miss Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Salsomaggiore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vincenzobrana.it/?p=389</guid>
		<description><![CDATA[IL CASO
Salsomaggiore rischia di perdere la finalissima dell’evento. Boom dei costi, il sindaco: «Da soli non ce la facciamo». E Zaia candida Jesolo.

Le difficoltà sono nell’aria da tempo, ma mai come quest’anno la corona di Miss Italia sembra destinata ad abbandonare la sua storica sede di Salsomaggiore. Il nodo del problema, manco a dirlo, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="left"><strong>IL CASO</strong><br />
<em>Salsomaggiore rischia di perdere la finalissima dell’evento. Boom dei costi, il sindaco: «Da soli non ce la facciamo». E Zaia candida Jesolo.</em></div>
<div align="justify">
<p class="first-child "><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 10px; float: left;" src="http://blog.leiweb.it/show/files/2009/09/miss-italia-2009.jpg" title="Maria Perrusi, Miss Italia 2009" alt="Maria Perrusi, Miss Italia 2009" width="240" /><span title="L" class="cap"><span>L</span></span>e difficoltà sono nell’aria da tempo, ma mai come quest’anno la corona di <strong>Miss Italia</strong> sembra destinata ad abbandonare la sua storica sede di Salsomaggiore. Il nodo del problema, manco a dirlo, è di natura economica: la trattativa a tre (Rai, società Miren che organizza il concorso e Comune di Salso) dura dal gennaio scorso. Pare che le tre finali del concorso quest’anno possano costare intorno ai 500.000 euro ciascuna: «A noi all’inizio erano stati chiesti addirittura 1,7 milioni complessivi», rileva il sindaco di Salsomaggiore Tedeschi, preoccupato per quello che giudica un forte rialzo rispetto all’anno scorso, ma anche per le voci che vorrebbero il governatore Zaia talmente intenzionato ad avere il concorso da aver già accettato una richiesta di poco inferiore ai 500.000 euro a puntata. Ed è proprio il Veneto la “minaccia” più concreta per la permanenza dell’evento nel Parmense. Jesolo, la candidatura che Luca Zaia avanza per l’incoronazione della più bella del Paese, ospiterà per il quarto anno consecutivo la finale di Miss Italia nel Mondo, il concorso delle ragazze italiane all’estero giunto alla ventesima edizione. Si svolgerà il 30 giugno, ma già dal 15 le  50 semifinaliste arriveranno in Veneto.  Ma lo stesso neogovernatore, fortissimamente intenzionato ad accaparrarsi anche la finalissima, ha  precisato nei giorni scorsi che la strada per arrivarci è «in salita». Ora la stessa espressione viene usata anche dal sindaco Massimo Tedeschi di Salsomaggiore, che ospita la manifestazione da molti anni e che ha il diritto di opzione.  «Allo stato attuale &#8211; precisa Tedeschi &#8211; ci mancherebbero 500.000 euro. Il Comune di Salso da solo non ce la fa: sentiremo Provincia di Parma e Regione Emilia-Romagna, ma si dovrà decidere presto, entro una settimana o dieci giorni».</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vincenzobrana.it/2010/05/16/articoli/miss-italia-addio-alle-terme/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’arte e l’amore di Teresio e Teanna</title>
		<link>http://www.vincenzobrana.it/2010/05/07/articoli/l%e2%80%99arte-e-l%e2%80%99amore-di-teresio-e-teanna/</link>
		<comments>http://www.vincenzobrana.it/2010/05/07/articoli/l%e2%80%99arte-e-l%e2%80%99amore-di-teresio-e-teanna/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 08:46:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Branà</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Il Domani di Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Alfonso Frasnedi]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale del Muro dipinto]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Arcangeli]]></category>
		<category><![CDATA[Dozza]]></category>
		<category><![CDATA[Ghesine Arpsstorico]]></category>
		<category><![CDATA[Imola]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Paola Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[Nani Tedeschi]]></category>
		<category><![CDATA[Norma Mascellani]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Lenzini]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Ghiribelli]]></category>
		<category><![CDATA[Tano Pisano]]></category>
		<category><![CDATA[Teanna Arcangeli]]></category>
		<category><![CDATA[Teresio Arcangeli]]></category>
		<category><![CDATA[Vera Tait]]></category>
		<category><![CDATA[Xurxo Martino Costa Pérez]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vincenzobrana.it/?p=384</guid>
		<description><![CDATA[LA STORIA
Da quando lei morì, nel 1993, lui prese a commissionare suoi ritratti a importanti pittori. Così si è formata la collezione Arcangeli, da domani in mostra alla Rocca di Dozza.

 Si intrecciano arte e tanto amore nella storia di Teresio e Teanna Arcangeli. Ed è proprio l’arte, oggi che Teresio e Teanna non ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="left"><strong>LA STORIA</strong><br />
<em>Da quando lei morì, nel 1993, lui prese a commissionare suoi ritratti a importanti pittori. Così si è formata la collezione Arcangeli, da domani in mostra alla Rocca di Dozza.</em></div>
<div align="justify">
<p class="first-child "><img class="alignleft" style="border: 0px solid black; margin: 10px; float: left;" src="http://www.vincenzobrana.it/wp-content/uploads/2010/05/Tano-Pisano-Teanna-2003.jpg" title="Tano Pisano,Teanna, 2003" alt="Tano Pisano,Teanna, 2003" width="240" /> <span title="S" class="cap"><span>S</span></span>i intrecciano arte e tanto amore nella storia di <strong>Teresio e Teanna Arcangeli</strong>. Ed è proprio l’arte, oggi che Teresio e Teanna non ci sono più, a custodirne il ricordo, che da domani si potrà ripercorrere nelle stanze della <strong><a href="http://www.fondazionedozza.it/">Rocca di Dozza</a></strong>, nell’imolese, dove è giunta &#8211; per ora in un allestimento temporaneo, in attesa che si concluda la ristrutturazione del castello &#8211; l’intera collezione di tele di Teresio Arcangeli. Opere che hanno tutte una caratteristica comune, quella di avere come unico soggetto, in pose ed espressioni differenti, Teanna. Nei tratti e nelle interpretazioni di tanti importanti autori contemporanei &#8211; Nani Tedeschi, Maria Paola Forlani, Norma Mascellani, Vera Tait, Riccardo Ghiribelli, Alfonso Frasnedi, Xurxo Martino Costa Pérez, Tano Pisano, Pietro Lenzini, Ghesine Arpsstorico &#8211; scorre l’amoroso omaggio che Teresio ha dedicato dal 1993 (anno della morte di Teanna) al 2007 alla memoria dell’amata consorte. </p>
<p>Teresio e Teanna, entrambi imolesi, si erano conosciuti negli anni Cinquanta: proprio in quel periodo lui aveva rilevato la <strong>Cartolibreria Farini</strong> a Bologna, all’angolo tra l’omonima via e vicolo del Cane, nei pressi dello storico <strong><a href="http://www.lerecensionidititti.com/2008/01/zanarini.html">caffè Zanarini</a></strong>. Un’avventura intrapresa con i fratelli per esportare al di fuori del circondario imolese la storica attività di famiglia, avviata a fine Ottocento da nonno Antonio. Cartolibreria e rilegatura: di questo si occupavano gli Arcangeli, parte di loro ancora oggi nel magazzino “C.Arcangeli e figli” sulla via Emilia. Teresio in particolare, nella sua bottega bolognese, si era specializzato negli articoli da scrivania più raffinati, e nei sotterranei, nel frattempo, tramandava l’arte della rilegatura e delle incisioni, da sempre orgoglio della famiglia Arcangeli. Teanna, diventata presto una degli Arcangeli, fu coinvolta dal marito nel lavoro della bottega, diventando l’abile e cordiale negoziante che per anni ha caratterizzato quella rivendita del centro storico. Vivevano a Dozza, Teresio e Teanna, e ogni giorno assieme raggiungevano il capoluogo dove &#8211; lei al piano terra, lui nei sotterranei &#8211; raccoglievano le soddisfazioni del lavoro. Cominciando a coltivare, nel frattempo, una passione per gli oggetti d’arte, a partire da quelli rari e antichi che giungevano nelle loro vetrine o nel laboratorio e che presto Teresio e Teanna presero a collezionare.</p>
<p> Nel 1993, purtroppo, una lunga malattia portò via Teanna Arcangeli, allora poco più che cinquantenne. Teresio, uomo silenzioso e riservato, ne soffrì tantissimo, e da allora non volle nessun’altra donna al suo fianco. Scelse, piuttosto, di circondarsi di tante Teanna, figlie dell’amore per l’arte che insieme, loro due, avevano iniziato a coltivare. Teresio Arcangeli, perciò, approfittando delle celeberrima <strong><a href="http://www.murodipinto.it/">Biennale del Muro dipinto</a></strong> di Dozza, iniziò ad avvicinare le importanti firme dell’arte che la rassegna portava nell’imolese: a ogni pittore consegnava una foto diversa della moglie e commissionava il ritratto. Che, una volta ultimato, avrebbe aggiunto a quelli già appesi a casa sua. Il tutto senza clamori, quasi sottovoce: «Vedevamo le nuove opere quand’arrivavano a casa dello zio. &#8211; racconta il nipote Davide Arcangeli &#8211; A quel punto lui ci consegnava una cartolina con la riproduzione del ritratto e la firma dell’artista». Negli anni Teresio riuscì a reiterare la commissione anche ad artisti al di fuori della kermesse dozzese, mettendo assieme una collezione di oltre venti tele. </p>
<p>Due anni fa, all’età di settantacinque anni, Teresio Arcangeli ha raggiunto l’amata Teanna: solo allora la sua collezione si è rivelata in tutto il suo splendore. I suoi eredi, rispettandone le volontà, donarono al Comune di Dozza il nucleo dei ritratti di Teanna, che domani verranno presentati per la prima volta alla cittadinanza in un’esposizione. All’inaugurazione interverranno il sindaco di Dozza Antonio Borghi, i familiari di Teresio Arcangeli ed alcuni artisti che hanno eseguito le opere esposte, fra cui Alfonso Frasnedi. </p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vincenzobrana.it/2010/05/07/articoli/l%e2%80%99arte-e-l%e2%80%99amore-di-teresio-e-teanna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La pronipote dell’eroe: &#8220;Federalismo? Perché no&#8230;&#8221;</title>
		<link>http://www.vincenzobrana.it/2010/05/04/articoli/la-pronipote-dell%e2%80%99eroe%c2%abfederalismo-perche-no-%c2%bb/</link>
		<comments>http://www.vincenzobrana.it/2010/05/04/articoli/la-pronipote-dell%e2%80%99eroe%c2%abfederalismo-perche-no-%c2%bb/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 21:57:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Branà</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Fatti]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Il Domani di Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Maria Cancellieri]]></category>
		<category><![CDATA[Annita Garibaldi Jallet]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Garibaldi]]></category>
		<category><![CDATA[Museo del Risorgimento]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Calderoli]]></category>
		<category><![CDATA[Unità d'Italia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vincenzobrana.it/?p=354</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;INTERVISTA
Annita Garibaldi Jallet, erede del leggendario condottiero, ha preso
parte alle celebrazioni del Museo del Risorgimento di Bologna.
Amareggiata da Calderoli: &#8220;Non credo che un ministro possa decidere
per sè&#8221;. Ma la sua proposta non la preoccupa.

Energica e pragmatica, schietta ed efficace: Annita Garibaldi Jallet, del bisnonno &#8220;eroe dei due mondi&#8221;, sembra aver conservato, oltre all&#8217;importante cognome, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="left"><strong>L&#8217;INTERVISTA</strong><br />
<em>Annita Garibaldi Jallet, erede del leggendario condottiero, ha preso<br />
parte alle celebrazioni del Museo del Risorgimento di Bologna.<br />
Amareggiata da Calderoli: &#8220;Non credo che un ministro possa decidere<br />
per sè&#8221;. Ma la sua proposta non la preoccupa.</em></div>
<div align="justify">
<p class="first-child "><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 10px; float: left;" src="http://www.vincenzobrana.it/wp-content/uploads/2010/05/garibaldi2007_3.jpg" title="Annita Garibaldi Jallet" alt="Annita Garibaldi Jallet" width="240" /><span title="E" class="cap"><span>E</span></span>nergica e pragmatica, schietta ed efficace: <strong>Annita Garibaldi Jallet</strong>, del bisnonno &#8220;eroe dei due mondi&#8221;, sembra aver conservato, oltre all&#8217;importante cognome, il piglio caparbio, quello che indubbiamente deve aver caratterizzato le azioni dell&#8217;uomo che ha unito l&#8217;Italia. è lei l&#8217;ospite speciale che il Museo del Risorgimento ha invitato per celebrare il 150esimo anniversario della spedizione dei Mille. Una ricorrenza sulla quale si è alzata un&#8217;improvvisa nube di polemica a causa di <a href="http://politica.liquida.it/focus/roberto-calderoli-l-unita-d-italia-festa-senza-senso/">alcune dichiarazioni pubbliche del ministro leghista Roberto Calderoli</a>, intenzionato a non partecipare alle celebrazioni ufficiali di Quarto con il presidente Giorgio Napolitano. </p>
<p><strong>Signora Garibaldi, che effetto le hanno fatto quelle dichiarazioni?</strong><br />
&#8220;Sul momento mi hanno molto infastidito, perchè non credo che un Ministro possa disporre liberamente della facoltà di prendere o non prendere parte a questo tipo di avvenimenti: mi urta nel senso che ho delle istituzioni. Poi però entrando nel merito delle parole del ministro vi rintraccio comunque una logica, piegata però ad uso puramente provocatorio&#8221;.</p>
<p><strong>La logica è quella del federalismo&#8230; </strong><br />
&#8220;&#8230;che non è di per sè contrario al concetto di Italia unita. Vede, mi meraviglio sempre che non lo si dica, ma il federalismo è una forma organizzativa dello Stato, la stessa alla quale tende idealmente l&#8217;Unione europea. Non c&#8217;è bisogno di questo genere di provocazioni, occorre piuttosto verificare se quel modello si adatta alla situazione italiana come si adatta, ad esempio, a quella degli Stati Uniti. Non è il federalismo la minaccia, ma il modo pretestuoso in cui la Lega lo declina che costituisce un attacco all&#8217;unità d&#8217;Italia&#8221;.<br />
<span id="more-354"></span><br />
<strong>Nel dibattito sull&#8217;immigrazione però spesso il tema dell&#8217;identità nazionale viene utilizzato, in primis dalla Lega, per tracciare i contorni del &#8220;pericolo&#8221; straniero&#8230;</strong><br />
 &#8220;Questo mi indigna profondamente: la Nazione è uno Stato e un Popolo. Bisogna capire come questa nazione può accogliere nuovi cittadini garantendo loro una vita dignitosa: questo è il tema. Ed è un problema che non possiamo risolvere da soli: occorrono regole sovranazionali. Inoltre tenga presente che stiamo attraversando una profonda crisi del lavoro: ci fosse lavoro per tutti la manodopera straniera sarebbe benvenuta. Nei periodi di crisi, invece, a farne le spese sono sempre i più deboli&#8221;.</p>
<p><strong> Il suo bisnonno è ricordato come un &#8220;eroe&#8221;. La politica di oggi, al contrario, non sembra un luogo di &#8220;eroi&#8221;&#8230;</strong><br />
 &#8220;In realtà non credo abbiamo bisogno di eroi in questo momento. Quanto alla statura etica e morale dei nostri rappresentanti politici dobbiamo prendere atto che non siamo stati in grado di scegliere una classe dirigente decorosa: e pazienza. Ma teniamo anche presente che la classe dirigente è una rappresentazione del Paese e della crisi che sta attraversando. Soldi, soldi, soldi: se questa rimmarrà l&#8217;unica chiave del successo continueremo sempre ad avere gli stessi problemi&#8221;.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vincenzobrana.it/2010/05/04/articoli/la-pronipote-dell%e2%80%99eroe%c2%abfederalismo-perche-no-%c2%bb/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A passeggio col feticcio di Coco Chanel</title>
		<link>http://www.vincenzobrana.it/2010/05/04/articoli/a-passeggio-col-feticcio-di-coco-chanel/</link>
		<comments>http://www.vincenzobrana.it/2010/05/04/articoli/a-passeggio-col-feticcio-di-coco-chanel/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 21:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Branà</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Il Domani di Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Modonesi]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Caroli]]></category>
		<category><![CDATA[Balevin]]></category>
		<category><![CDATA[Coco Chanel]]></category>
		<category><![CDATA[Compositori]]></category>
		<category><![CDATA[Ibc]]></category>
		<category><![CDATA[Iolanda Silvestri]]></category>
		<category><![CDATA[Lacoste]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Parmeggiani]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Giuseppina Muzzarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Gulmanelli]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Montagnola]]></category>
		<category><![CDATA[Ralph Lauren]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta di Camerino]]></category>
		<category><![CDATA[Vintage]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vincenzobrana.it/?p=364</guid>
		<description><![CDATA[MODA
Abiti e accessori usati vivono la loro stagione fortunata.
E c&#8217;è chi, per la borsetta d&#8217;annata, spende fino a 1.000 euro.

Tutti pazzi per il vintage: la passione per la moda &#8220;che fu&#8221; non è certo cosa nuova, ma un&#8217;iniziativa editoriale dell&#8217;Ibc &#8211; Vintage. La memoria della moda, edito da Compositori &#8211; approfondisce l&#8217;analisi su un fenomeno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="left"><strong>MODA</strong><br />
<em>Abiti e accessori usati vivono la loro stagione fortunata.<br />
E c&#8217;è chi, per la borsetta d&#8217;annata, spende fino a 1.000 euro.</em></div>
<div align="justify">
<p class="first-child "><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 10px; float: left;" src="http://www.vincenzobrana.it/wp-content/uploads/2010/05/angelo-1.jpg" title="Angelo" alt="Angelo" width="240" /><span title="T" class="cap"><span>T</span></span>utti pazzi per il vintage: la passione per la moda &#8220;che fu&#8221; non è certo cosa nuova, ma un&#8217;iniziativa editoriale dell&#8217;Ibc &#8211; <strong><a href="http://online.ibc.regione.emilia-romagna.it/h3/h3.exe/apubblicazioni/t?NRECORD=0000042049">Vintage. La memoria della moda</a></strong>, edito da Compositori &#8211; approfondisce l&#8217;analisi su un fenomeno all&#8217;estero ormai consolidato e che in Italia, in questi anni, vive la sua stagione fortunata. &#8220;L&#8217;abito usato ha una lunga storia &#8211; osserva nella prefazione del volume Maria Giuseppina Muzzarelli, presidente del corso di laurea in Culture e tecniche del costume e della moda all&#8217;Alma Mater &#8211; fatta in buona misura di necessità e di tempi lunghi della moda che consentivano alle figlie di portare gli abiti delle madri e a molti uomini e donne, non miserabili, di indossare capi carichi di anni ma non perciò spregiati e anzi accettati con favore come dono o comprati anche a caro prezzo da sarti-rigattieri&#8221;. Insomma, la febbre del vintage non necessariamente trova ragione in una necessità di risparmiare. Semmai, negli anni Settanta, è stata &#8220;critica sociale verso il consumismo imperante, sia da parte degli strati alti della società che della massa, uniti nonostante le contrapposizioni&#8221;, scrive Iolanda Silvestri nel dossier dell&#8217;Ibc. E oggi, addirittura, ricorre al vintage chi vuole fuggire dall&#8217;omologazione forzata dell&#8217;industria tessile, un&#8217;utenza sofisticata che guarda con sospetto l&#8217;etichetta &#8220;Made in Taiwan&#8221;, scartandola di fronte alla possibilità di quell&#8217;altra &#8211; un po&#8217; ingiallita &#8211; cucita a mano in sartoria.<br />
<span id="more-364"></span><br />
Così, la filosofia del vintage ha preso velocemente le distanze dall&#8217;indistinto second hand e si è data parametri e regole, raggiungendo un profilo talmente alto dal farla sembrare &#8211; in molti casi &#8211; seconda solo all&#8217;haute couture. A Lugo di Romagna, ad esempio, esiste il <strong><a href="http://www.angelo.it/">Vintage Palace A.N.G.E.L.O</a></strong>, fondato da Angelo Caroli e Mario Gulmanelli e frutto di un&#8217;attività iniziata dai due più di vent&#8217;anni. Una boutique su più piani in cui si celebra, spiegano Caroli e Gulmanelli, &#8220;il valore ed il fascino di pezzi unici, assolutamente singoli, da rielaborare attraverso il nuovo utilizzo secondo il proprio stile&#8221;. E anche a Bologna, negli ultimi anni, assistiamo al moltiplicarsi di vere e proprie boutique in cui addentrarsi alla ricerca del feticcio, di quella chicca del passato in grado di rendere unico il look di chi la indossa. È il caso di <strong><a href="http://www.balevin.com/">Balevin</a></strong>, ad esempio, l&#8217;atelier vintage aperto da due anni in via Rialto e testimone di una passione che sta contagiando velocemente i bolognesi: &#8220;Adesso più che mai &#8211; spiega il gestore Alessio Modonesi &#8211; il vintage viene rivalutato: perchè ha un&#8217;anima, innanzitutto, e dura nel tempo&#8221;. &#8220;Chi visita il nostro negozio o il <a href="http://www.balevin.com/">nostro sito internet</a>  &#8211; spiega il commerciante &#8211; si muove alla ricerca di un&#8217;icona del passato, di una camicia psichedelica anni Settanta o di un abitino a vita strettissima di quelli che usavano le pin-up negli anni Cinquanta&#8221;. Di fondo la garanzia di un capo selezionato, disinfettato e spesso di fattura sartoriale. A cui si aggiunge, non di rado, il valore aggiunto del feticcio: &#8220;tra gli oggetti più venduti &#8211; racconta Modonesi &#8211; le borsette di Coco Chanel o Roberta di Camerino&#8221;. Veri e propri oggetti &#8220;cult&#8221; per ii quali si può arrivare a spendere fino a mille euro. </p>
<p>Ma c&#8217;è anche chi, nella ricerca del feticcio, vuole comunque risparmiare: &#8220;Ralph Lauren e Lacoste &#8220;d&#8217;annata&#8221; &#8211; spiega Luca Parmeggiani, da vent&#8217;anni ambulante vintage nel mercato della Montagnola &#8211; le vendiamo a 15 euro&#8221;. Ma, ammette il commerciante subito dopo, purtroppo la Montagnola ha perso da tempo lo smalto di un mercato da collezionisti. &#8220;I pezzi più belli &#8211; confessa &#8211; li tengo in archivio o li porto ai mercati specializzati, come quello dei Navigli a Milano, dove tra gli acquirenti si aggirano ancora numerosi esperti o operatori del settore&#8221;. Così nell&#8217;altura a ridosso di piazza VIII agosto la maggioranza si muove a caccia del capo a pochi euro, anche se qualche volta ancora si incontra l&#8217;occhio attento alla ricerca del pezzo unico. Giovanotti alla ricerca del feticcio, spiega Parmeggiani, o anziani con la nostalgia del capo fatto &#8220;come si deve&#8221;. E qualche tipo eccentrico: &#8220;Una volta &#8211; racconta il commerciante &#8211; mi trovai tra le mani una pelliccia vintage maculata da uomo. &#8220;Non la venderò mai&#8221;, mi dissi. Invece poi sul banchetto non è rimasta nemmeno un giorno&#8221;.</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vincenzobrana.it/2010/05/04/articoli/a-passeggio-col-feticcio-di-coco-chanel/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lulù Delacroix contro tutti</title>
		<link>http://www.vincenzobrana.it/2010/05/04/articoli/lulu-delacroix-contro-tutti/</link>
		<comments>http://www.vincenzobrana.it/2010/05/04/articoli/lulu-delacroix-contro-tutti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 18:07:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Branà</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Il Domani di Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Fahrenheit]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Isabella Santacroce]]></category>
		<category><![CDATA[La Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lulù Delacroix]]></category>
		<category><![CDATA[Massimiliano Valente]]></category>
		<category><![CDATA[Radio tre]]></category>
		<category><![CDATA[Renato barilli]]></category>
		<category><![CDATA[Rizzoli]]></category>
		<category><![CDATA[Tuttolibri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vincenzobrana.it/?p=362</guid>
		<description><![CDATA[LA POLEMICA
Esce per Rizzoli il nuovo romanzo della scrittrice riminese.
Barilli stronca Isabella Santacroce. Lei replica, scoppia il caso.

La scintilla è stata innescata proprio all&#8217;ombra delle Torri. E&#8217; stato infatti Renato Barilli, in uno dei recenti numeri di Tuttolibri, l&#8217;allegato della Stampa, a esprimere senza mezze misure il suo pollice verso al nuovo romanzo della riminese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="left"><strong>LA POLEMICA</strong><br />
<em>Esce per Rizzoli il nuovo romanzo della scrittrice riminese.<br />
Barilli stronca Isabella Santacroce. Lei replica, scoppia il caso.</em></div>
<div align="justify">
<p class="first-child "><img class="alignleft" style="border: 0px solid black; margin: 10px; float: left;" src="http://www.vincenzobrana.it/wp-content/uploads/2010/05/lulu.gif" title="Lulù Delacroix" alt="Lulù Delacroix" width="240" /><span title="L" class="cap"><span>L</span></span>a scintilla è stata innescata proprio all&#8217;ombra delle Torri. E&#8217; stato infatti Renato Barilli, in uno dei recenti numeri di Tuttolibri, l&#8217;allegato della Stampa, a esprimere senza mezze misure il suo pollice verso al nuovo romanzo della riminese Isabella Santacroce, Lulù Delacroix (Rizzoli). Lei, allora, ha deciso di replicare e l&#8217;ha fatto con una lettera aperta che dal suo seguitissimo blog ha raggiunto l&#8217;attenzione dei media: &#8220;io penso lei sia un venduto&#8221; ha messo nero su bianco la scrittrice. Il perchè è presto detto: lo stesso Barilli, tre anni fa su quella stessa testata, aveva definito &#8220;un capolavoro&#8221; il precedente lavoro di Santacroce, V.M.18. Oggi invece quello stesso libro diventa, a detta del critico, soltanto &#8220;una prova riuscita&#8221;.<br />
<span id="more-362"></span><br />
Immediata la protesta della scrittrice: &#8220;Un capolavoro non è una prova riuscita, e mai diventerà una prova riuscita&#8221;. Da lì a pochi giorni si è sollevato il caso: prima sulle pagine de Il Giornale, lo scorso 31 marzo, dove Massimiliano Valente ha preso spunto dall&#8217;affaire Santacroce per descrivere i contorni di un&#8217;insurrezione &#8211; silenziosa ma massiccia &#8211; degli autori alla critica. Poi su Fahrenheit, la trasmissione di Radio tre, dove un gruppo di critici, Barilli in testa, ha tentato di levare gli scudi contro l&#8217;inatteso attacco. La disputa, insomma, vola alto, troppo alto per chi, da lettore, poggia sul comodino Lulù Delacroix, avendone appena conclusa la lettura. Per chi si affezionato &#8211; immedesimandosi forse &#8211; a quella bambina calva ed emaciata, condannata all&#8217;imperfezione in un luogo dove la perfezione, al contrario, è regola ferrea. Per chi, alla fine, si è perfino abituato a quel congiuntivo ostinato &#8211; l&#8217;errore per antonomasia &#8211; con cui parla la piccola &#8220;imperfetta&#8221;, una lingua assurda che è forse la spia dei troppi &#8220;se&#8221; in cui è immersa l&#8217;infanzia oggi.</p>
<p>Il giudizio è un obbiettivo alto che lasciamo ad altri, il consiglio invece è merce più prosaica, di cui anche noi possiamo disporre. Allora il consiglio è quello di fare la conoscenza di Lulù, di condividere la sua eroica missione. In un mondo di mostri in cui la meraviglia è il miracolo delle parole. E della scrittrice che le genera.</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vincenzobrana.it/2010/05/04/articoli/lulu-delacroix-contro-tutti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Liberiamo la Cultura dalla speculazione&#8221;</title>
		<link>http://www.vincenzobrana.it/2010/05/04/articoli/liberiamo-la-cultura-dalla-speculazione/</link>
		<comments>http://www.vincenzobrana.it/2010/05/04/articoli/liberiamo-la-cultura-dalla-speculazione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 17:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Branà</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Il Domani di Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Ronchi]]></category>
		<category><![CDATA[Concetto Pozzati]]></category>
		<category><![CDATA[Gabi Scardi]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Sapelli]]></category>
		<category><![CDATA[Goffredo Fofi]]></category>
		<category><![CDATA[Luciano Sita]]></category>
		<category><![CDATA[Mambo]]></category>
		<category><![CDATA[Mamnifattura delle Arti]]></category>
		<category><![CDATA[Maura Pozzati]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Billi]]></category>
		<category><![CDATA[Pierluigi Sacco]]></category>
		<category><![CDATA[Pierluigi Stefanini]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Chiaberge]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Grandi]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Nicoletti]]></category>
		<category><![CDATA[Unipolis]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vincenzobrana.it/?p=352</guid>
		<description><![CDATA[IL SUMMIT
All&#8217;appuntamento di Unipolis si incontrano i &#8220;big&#8221; del settore. Accuse ricorrenti contro le politiche urbanistiche. La Cultura è un diritto, dicono in tanti. Ma subisce continui tagli in nome di interessi in cartello

Il lamento più disperato sul sistema culturale italiano l&#8217;ha lanciato il professor Pierluigi Sacco: &#8220;O le cose cambiano o lascerò l&#8217;Italia: non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="left"><strong>IL SUMMIT</strong><br />
<em>All&#8217;appuntamento di Unipolis si incontrano i &#8220;big&#8221; del settore. Accuse ricorrenti contro le politiche urbanistiche. La Cultura è un diritto, dicono in tanti. Ma subisce continui tagli in nome di interessi in cartello</em></div>
<div align="justify">
<p class="first-child "><img class="alignleft" style="border: 0px solid black; margin: 10px; float: left;" src="http://www.vincenzobrana.it/wp-content/uploads/2010/05/culturability.png" title="Culturability" alt="Culturability" width="240" /><span title="I" class="cap"><span>I</span></span>l lamento più disperato sul sistema culturale italiano l&#8217;ha lanciato il professor Pierluigi Sacco: &#8220;O le cose cambiano o lascerò l&#8217;Italia: non si può essere complici di questo stato di cose&#8221;. E ancora: &#8220;Di quanto stiamo facendo dovremo rendere conto alle generazioni che verranno&#8221;. E dire che proprio Sacco, lo scorso 9 aprile all&#8217;appuntamento promosso dalla fondazione Unipolis al Mambo, presentava una via, una possibilità, un nuovo luogo di incontro e dibattito. Un sito, nella sostanza, che lo stesso Sacco ha contribuito a progettare e che rappresenta il nuovo step di <a href="http://culturability.fondazioneunipolis.org/">Culturability</a>, il progetto lanciato un anno fa dalla fondazione di casa Unipol per sollecitare approfondimento e confronto sul tema della Cultura.<br />
<span id="more-352"></span><br />
Ma il dibattito, prima ancora che nella rete, si è scatenato nella sala conferenze del museo di via Don Minzoni, dove gli operatori culturali attivi all&#8217;ombra delle Torri si erano dati appuntamento al gran completo. Oltre agli oratori segnalati nell&#8217;invito &#8211; assieme a Pierluigi Sacco, Giorgio Diritti, Goffredo Fofi, Riccardo Chiaberge, Giulio Sapelli, Gabi Scardi, Roberto Nicoletti e Pierluigi Stefanini &#8211; c&#8217;erano personalità d&#8217;ogni ambito ed estrazione: dal &#8220;maestro di parole&#8221; Alessandro Bergonzoni all&#8217;attore Ivano Marescotti, dallo storico libraio Romano Montroni all&#8217;assessore provinciale Maura Pozzati. Alcuni hanno perfino chiesto di prendere parola: Luciano Sita, ad esempio, ex assessore e uomo forte del mondo cooperativo; e Roberto Grandi, già assessore alla Cultura nella giunta Vitali e prorettore dell&#8217;Università nell&#8217;era del rettore Calzolari; e ancora l&#8217;assessore regionale Alberto Ronchi e il regista teatrale Paolo Billi. &#8220;Scommettiamo sulla cultura per dare un futuro all&#8217;Italia&#8221; era il tema su cui si era chiamati a discutere. Con dinanzi nuovi strumenti da sperimentare &#8211; il sito Culturability, ad esempio &#8211; ma alle spalle, anzi addosso, l&#8217;amarezza di una situazione in piena crisi.</p>
<p>Dice Sacco: &#8220;Esiste una teoria delle scelte pubbliche secondo la quale ogni amministratore, nel prendere una decisione, è tenuto a confrontarsi con una serie di interessi locali, più o meno dichiarati, più o meno legittimi. In Italia &#8211; sottolinea l&#8217;esperto &#8211; non esiste più un progetto che fa i conti con gli interessi, bensì una serie di interessi senza progetto. Non ho mai visto nel nostro Paese un progetto culturale in grado di realizzare il suo potenziale trasformativo&#8221;. Perchè quella trasformazione, spiega Sacco, va contro gli interessi precostituiti &#8211; &#8220;in cartello&#8221;, dice &#8211; e sono loro stessi perciò a neutralizzarla.</p>
<p>Il dito di Sacco punta dritto alle realtà locali, al convergere di pubblico e privato su direzioni che escludono la cultura come progetto. &#8220;L&#8217;industria culturale in Italia &#8211; accusa il professore &#8211; è estranea a quel cartello di interessi&#8221;. Nella denuncia dell&#8217;intellettuale un meccanismo che già altri interventi in quell&#8217;incontro avevano messo a nudo. Aveva iniziato Walter Dondi, di Unipolis: &#8220;La crisi che stiamo attraversando non è solo di natura economica ma anche sociale e culturale. Di senso&#8221;. &#8220;Per uscire &#8211; auspicava l&#8217;esperto &#8211; bisogna sostituire al modello di crescita speculativa uno sviluppo come risposta alle esigenze o ai bisogni&#8221;. E la Cultura &#8211; su questo nessuno dissente &#8211; è uno di questi. Un diritto, anzi, hanno precisato in molti.</p>
<p>Poi è arrivato l&#8217;affondo senza sconti dell&#8217;assessore regionale Alberto Ronchi: &#8220;Le istituzioni pubbliche hanno il dovere di fornire cultura. Attraverso la cultura &#8211; ha detto l&#8217;amministratore pro tempore di viale Aldo Moro &#8211; si devono decidere molte delle politiche, da quelle per l&#8217;integrazione a quelle per il commercio&#8221;. Quindi a muso duro sulle logiche del mattone: &#8220;Una politica urbanistica seria e sostenibile non può prescindere da una politica culturale&#8221;. E, di seguito, contro il più palese dei paradossi: &#8220;Se la Cultura è centrale nella politica non può essere la prima ad essere tagliata: ci vuole coerenza&#8221;. E ancora: &#8220;Se si vogliono aprire strade per le nuove produzioni culturali bisogna dare spazi: ecco perchè è importante l&#8217;urbanistica&#8221;. Che, evidentemente, è un nervo scoperto: nelle adiacenze del luogo del dibattito, mentre si discute, si muovono le ruspe per i lavori della Manifattura delle Arti: idea di Concetto Pozzati, assessore nella prima giunta Vitali, prossima a compiere vent&#8217;anni. Un&#8217;anomalia che non sfugge all&#8217;analisi del professor Roberto Grandi: &#8220;I processi urbanistici che includono la Cultura tra i propri obbiettivi sono lenti al limite della paralisi&#8221;. &#8220;Se la Cultura non è elemento strategico di questo territorio &#8211; ha detto l&#8217;ex prorettore guardando negli occhi l&#8217;importante auditorio &#8211; ci dicano quale altro elemento è strategico: il manufatturiero?&#8221;.</p>
<p>Infine è ancora Pierluigi Sacco ad affondare il coltello nell&#8217;espressione più forte del paradosso: &#8220;Il paese sta attraversando una crisi &#8211; dice &#8211; ma mentre le risorse per la Cultura vengono tagliate, la spesa pubblica continua a salire. E ora di chiedersi &#8211; conclude l&#8217;intellettuale &#8211; quali voci si sia scelto di aumentare&#8221;. Roberto Grandi Il professor Pierluigi Sacco&#8221;Il paese sta attraversando una crisi ma mentre le risorse per la Cultura vengono tagliate, la spesa pubblica continua a salire. E ora di chiedersi quali voci si sia scelto di aumentare&#8221;.</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vincenzobrana.it/2010/05/04/articoli/liberiamo-la-cultura-dalla-speculazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Coop. Marchetta &#8211; Il podcast della seconda puntata</title>
		<link>http://www.vincenzobrana.it/2009/03/02/articoli/coop-marchetta-il-podcast-della-seconda-puntata/</link>
		<comments>http://www.vincenzobrana.it/2009/03/02/articoli/coop-marchetta-il-podcast-della-seconda-puntata/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 09:18:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Branà</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Cassero]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[LGBTQ]]></category>
		<category><![CDATA[Bertha Black]]></category>
		<category><![CDATA[Celine Dior]]></category>
		<category><![CDATA[Gaeta Jones]]></category>
		<category><![CDATA[Lidia Menapace]]></category>
		<category><![CDATA[Lina Merlin]]></category>
		<category><![CDATA[Luca De Santis]]></category>
		<category><![CDATA[Lysandra Coridon]]></category>
		<category><![CDATA[Mara Carfagna]]></category>
		<category><![CDATA[Marchetta]]></category>
		<category><![CDATA[Prostitute]]></category>
		<category><![CDATA[Prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Branà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vincenzobrana.it/?p=348</guid>
		<description><![CDATA[Nel ricordarvi che Martedì 03 Marzo alle ore 21.30, si terrà la 3° puntata di Coop. Marchetta, vi delizio col podcast della 2° serata. Ospiti del secondo incontro sono stati: Lidia Menapace (senatrice), Porpora Marcasciano (sex worker), Sandro Bellassai (ricercatore Università di Bologna).







]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Nel ricordarvi che <strong>Martedì 03 Marzo alle ore 21.30</strong>, si terrà la 3° puntata di <strong><a href="http://www.vincenzobrana.it/2009/01/21/articoli/coop-marchetta/">Coop. Marchetta</a></strong>, vi delizio col <a href="http://casseropodcast.org/podcast/coop-marchetta-2/">podcast</a> della 2° serata. Ospiti del secondo incontro sono stati: <strong>Lidia Menapace</strong> (senatrice), <strong>Porpora Marcasciano</strong> (sex worker), <strong>Sandro Bellassai</strong> (ricercatore Università di Bologna).</div>
<div align="center">
<p><object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=5,0,0,0" width="128" height="15">
<param name=movie value="http://www.vincenzobrana.it/wp-content/plugins//flashfilter/AsySound.swf?http://casseropodcast.org/uploads/podcasts/COOPMARCHETTA2_10-02-2009.mp3">
<param name=quality value=high>
<embed src="http://www.vincenzobrana.it/wp-content/plugins//flashfilter/AsySound.swf?http://casseropodcast.org/uploads/podcasts/COOPMARCHETTA2_10-02-2009.mp3" quality=high pluginspage="http://www.macromedia.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash" type="application/x-shockwave-flash" width="128" height="15">
</embed>
</object></p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vincenzobrana.it/2009/03/02/articoli/coop-marchetta-il-podcast-della-seconda-puntata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
<enclosure url="http://casseropodcast.org/uploads/podcasts/COOPMARCHETTA2_10-02-2009.mp3" length="100730812" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Coop. Marchetta &#8211; Il podcast della prima puntata</title>
		<link>http://www.vincenzobrana.it/2009/02/09/articoli/coop-marchetta-il-podcast-della-prima-puntata/</link>
		<comments>http://www.vincenzobrana.it/2009/02/09/articoli/coop-marchetta-il-podcast-della-prima-puntata/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 17:36:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Branà</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Cassero]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[LGBTQ]]></category>
		<category><![CDATA[Misfatti]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia]]></category>
		<category><![CDATA[Anzola dell’Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Bertha Black]]></category>
		<category><![CDATA[Celin Dior]]></category>
		<category><![CDATA[Crespellano]]></category>
		<category><![CDATA[Gaeta Jones]]></category>
		<category><![CDATA[Lidia Menapace]]></category>
		<category><![CDATA[Lina Merlin]]></category>
		<category><![CDATA[Luca De Santis]]></category>
		<category><![CDATA[Lysandra Coridon]]></category>
		<category><![CDATA[Mara Carfagna]]></category>
		<category><![CDATA[Marchetta]]></category>
		<category><![CDATA[Marchette]]></category>
		<category><![CDATA[Prostitute]]></category>
		<category><![CDATA[Prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Branà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vincenzobrana.it/?p=344</guid>
		<description><![CDATA[Nel ricordarvi che Martedì 10 Febbraio alle ore 21.30, si terrà la 2° puntata di Coop. Marchetta, vi delizio col podcast della 1° serata. Attenzione! L&#8217;ospite d&#8217;onore della seconda puntata di Coop. Marchetta darà Lidia Menapace, una delle &#8220;mamme costituenti&#8221; della Repubblica Italiana.







]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Nel ricordarvi che <strong>Martedì 10 Febbraio alle ore 21.30</strong>, si terrà la 2° puntata di <strong><a href="http://www.vincenzobrana.it/2009/01/21/articoli/coop-marchetta/">Coop. Marchetta</a></strong>, vi delizio col <a href="http://www.casseropodcast.org/podcast/coop-marchetta-1/">podcast</a> della 1° serata. <strong>Attenzione!</strong> L&#8217;ospite d&#8217;onore della seconda puntata di Coop. Marchetta darà <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lidia_Menapace">Lidia Menapace</a></strong>, una delle &#8220;mamme costituenti&#8221; della Repubblica Italiana.</div>
<div align="center">
<p><object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=5,0,0,0" width="128" height="15">
<param name=movie value="http://www.vincenzobrana.it/wp-content/plugins//flashfilter/AsySound.swf?http://www.casseropodcast.org/uploads/podcasts/COOPMARCHETTA1Puntata03022009.mp3">
<param name=quality value=high>
<embed src="http://www.vincenzobrana.it/wp-content/plugins//flashfilter/AsySound.swf?http://www.casseropodcast.org/uploads/podcasts/COOPMARCHETTA1Puntata03022009.mp3" quality=high pluginspage="http://www.macromedia.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash" type="application/x-shockwave-flash" width="128" height="15">
</embed>
</object></p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vincenzobrana.it/2009/02/09/articoli/coop-marchetta-il-podcast-della-prima-puntata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
<enclosure url="http://www.casseropodcast.org/uploads/podcasts/COOPMARCHETTA1Puntata03022009.mp3" length="48019187" type="audio/mpeg" />
		</item>
	</channel>
</rss>
