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	<title>Vincenzo Branà &#187; Due parole</title>
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	<description>Dei fatti, del giornalismo, della cultura lgbtq, di Bologna, della cronaca, della politica e d'altre bazzecole interessanti</description>
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		<title>Vi faccio un piccolo esempio</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 00:27:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Branà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL REALITY
La vittoria di Vladimir Luxuria all&#8217;Isola dei Famosi
è una vittoria di tutta la comunità glbt? Io alla fine credo di sì&#8230;

Stasera rientrando a casa ho trovato babbo, mamma e sorella davanti alla tv ipnotizzati dalla finale dell&#8217;Isola dei Famosi. Era passata la mezzanotte, ormai era  l&#8217;ora del verdetto: Vladimir o Belen? Alla fine, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="left"><strong>IL REALITY</strong><br />
<em>La vittoria di Vladimir Luxuria all&#8217;Isola dei Famosi<br />
è una vittoria di tutta la comunità glbt? Io alla fine credo di sì&#8230;</em></div>
<div align="justify">
<p class="first-child "><img class="alignleft" style="border: 0px solid black; margin: 10px; float: left;" src="http://www.vincenzobrana.it/wp-content/uploads/2008/11/isola_famosi_6_1461_8846.gif" title="vladimir luxuria" alt="vladimir luxuria" width="240" /><span title="S" class="cap"><span>S</span></span>tasera rientrando a casa ho trovato babbo, mamma e sorella davanti alla tv ipnotizzati dalla finale dell&#8217;<a href="http://www.isola.rai.it/R2_HPprogramma/0,,1067182,00.html">Isola dei Famosi</a>. Era passata la mezzanotte, ormai era  l&#8217;ora del verdetto: <a href="http://www.vladimirluxuria.it/">Vladimir </a>o Belen? Alla fine, tra tuoni e fulmini (?!), ha vinto Vladimir.</p>
<p>A casa mia non sventola certo la bandiera rainbow, anzi i tratti più duri del mio papà li assaggi proprio se affronti l&#8217;argomento omosessualità. Eppure mentre Vladimir alzava la coppa  e piangeva, lui &#8211; il mio papà &#8211; ha detto con chiarezza: &#8220;<strong>Questa è una donna da ammirare</strong>&#8220;.</p>
<p>Non sono un fan dell&#8217;Isola, né un sostenitore della partecipazione di Luxuria al reality: mi definirei piuttosto un agnostico sul tema. Ma so per certo che sei mesi fa mio padre non avrebbe detto quella frase, anzi neanche &#8220;donna&#8221; sarebbe riuscito a dire. Ora, invece, parla di ammirazione.</p>
<p>Per le mille volte che mi sono chiesto se la presenza di Vladimir Luxuria in quel programma potesse &#8220;far bene&#8221; ai gay, alle lesbiche, ai transessuali e ai transgender, finalmente ho avuto una risposta. Chi è nel dubbio, com&#8217;ero io, prenda questo come un piccolo esempio.</p>
<p>Brava Vladimir, adesso te lo dico anch&#8217;io.</p></div>
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		<title>L&#8217;amore occasionale</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 02:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Branà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL FILM
Impressioni a caldo dopo &#8220;Un altro pianeta&#8221;, il film di Stefano Tummolini.

Un orgasmo che ti esplode dentro, ti arriccia le spalle e t’incurva la schiena. Trasforma la voce in un fiato, che sputi fuori perché lo stomaco ti precipita in gola e il torace è percorso dai brividi. Questa è l’immagine che mi porto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="left"><strong>IL FILM</strong><br />
<em>Impressioni a caldo dopo &#8220;Un altro pianeta&#8221;, il film di Stefano Tummolini</em>.</div>
<div align="justify">
<p class="first-child "><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 10px; float: left;" src="http://www.vincenzobrana.it/wp-content/uploads/2008/11/unaltropianeta.jpg" title="Un altro pianeta" alt="Un altro pianeta" width="240" /><span title="U" class="cap"><span>U</span></span>n orgasmo che ti esplode dentro, ti arriccia le spalle e t’incurva la schiena. Trasforma la voce in un fiato, che sputi fuori perché lo stomaco ti precipita in gola e il torace è percorso dai brividi. Questa è l’immagine che mi porto fuori dal cinema dopo che ho visto <a href="http://www.unaltropianeta.it/">Un altro pianeta</a>, il film di Stefano Tummolini premiato con il <a href="http://www.labiennale.org/it/news/cinema/it/80158.1.html">Queer Lion Award a Venezia</a>. In quel finale io ci ho visto una piccola rivoluzione, un voler introdurre l’amore occasionale, che non è il sesso mordi e fuggi ma proprio un’altra cosa, forse la sola prospettiva in grado di indicarci, in mezzo alla desolazione, un bicchiere mezzo pieno. Poi c’è quel preservativo spiegato con orgoglio. Che diventa una parte del sesso non un inceppo, un modo d’amarsi e non un atto di distanza o sfiducia. E infine c’è il diritto dei sieropositivi ad avere una vita sessuale e dei progetti per il futuro: sembra una banalità e detta così saremmo tutti pronti  a sottoscriverla. Poi nei fatti, però, questa banalità diventa un terreno minato, e nel silenzio si consuma un’altra atroce discriminazione. (Ne ho parlato in un lungo articolo su Cassero Magazine, se siete curiosi scaricatevi il pdf da <a href="http://www.puta.it/blog/2008/11/11/queer/cassero-magazine-novembre-dicembre-2008/">Puta</a>)</p>
<p>Un’ultima osservazione: purtroppo il cinema non si fa con 1000 euro. Tummolini ci ha provato e il tentativo merita un applauso. Il tentativo, però, non il risultato. E comunque quel finale, quella fierezza nella diversità, i soldi del biglietto se li merita tutti.
</p></div>
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		<title>Cani senza guinzaglio</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 19:54:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Branà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL VERDETTO
Massacro alla Diaz durante il G8 di Genova: la Giustizia assolve i vertici delle forze dell&#8217;ordine.

Un po’ di tempo fa il mio cane morse sul naso una vicina di casa che aveva infilato la faccia tra le sbarre del cancello per farsi leccare. Proprio accanto al cartello “Attenti al Cane”, la furbona. Nulla di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="left"><strong>IL VERDETTO</strong><br />
<em>Massacro alla Diaz durante il G8 di Genova: la Giustizia assolve i vertici delle forze dell&#8217;ordine.</em></div>
<div align="justify">
<p class="first-child "><img class="alignleft" style="border: 0px solid black; margin: 10px; float: left;" src="http://www.vincenzobrana.it/wp-content/uploads/2008/11/cane1.jpg" title="Attenti al cane" alt="Attenti al cane" width="240" /><span title="U" class="cap"><span>U</span></span>n po’ di tempo fa il mio cane morse sul naso una vicina di casa che aveva infilato la faccia tra le sbarre del cancello per farsi leccare. Proprio accanto al cartello “Attenti al Cane”, la furbona. Nulla di grave, appena un graffietto. Ma la vicina presentò denuncia e mi sono trovato a doverle  pagare i danni. Io &#8211; che mentre è successo dormivo &#8211; non il cane, che in cuor suo non vede l’ora di rifarlo.</p>
<p>Incàzzati finchè vuoi ma il mondo va così: a ogni ruolo corrisponde una responsabilità, e se ti pigli un dalmata e scegli perciò di vestire i panni del “padroncino” devi essere pronto ad assumerti la responsabilità e l’onere di tutte le sorprese che l’amico a 4 zampe ha in serbo per te. Dalla cacca sullo zerbino alla sgranocchiata di naso alla vicina. </p>
<p>Questo banale assunto – che mi proviene dal buon senso, o dalla mamma, o dalle due cose insieme ma in ogni caso resta banale – è sufficiente a farmi sgranare gli occhi mentre leggo e rileggo le agenzie sulla <a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/g8-genova-4/giudizio-diaz/giudizio-diaz.html">sentenza</a> con cui si è chiuso il processo sul <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fatti_del_G8_di_Genova">massacro alle scuole Diaz di Genova nel 2001</a>. Qui qualcuno – uno stolto, un poco illuminato (spento, direi) oppure uno dotato di diabolica malafede – sta cercando di far passare una mattanza descritta da video, libri, documenti e testimoni diretti come una “scampagnata” di ragazzacci esaltati che a un certo punto hanno perso il senso della misura. Che fossero poliziotti, membri delle forze dell’ordine, la sentenza non sembra rendersi conto. Le colpe hanno una dimensione personale, ho sentito dire a qualcuno nella pioggia dei commenti. Assurdo! Quei militari portavano divise e distintivi, picchiavano con le mazze pagate coi soldi miei e di tutti voi. E se anche il più abile degli avvocati è riuscito a far fessa una corte e a raccontare che quelli l’incursione se l’erano organizzata da soli, senza ordini dall’alto, e che nessuno potesse far niente per fermarla, come abbiamo fatto alla fine a scordarci che i capi accanto ai poteri hanno delle responsabilità,  rispondono nel bene e nel male di quello che fanno i propri sottoposti? Chi spiega a questi iperpagati in divisa che quegli stipendi a tanti zeri dovrebbero essere un investimento in fiducia  per lo Stato e un onere – innanzitutto  &#8211; per chi li riceve?</p>
<p>E infine: sulla base della sentenza Diaz potrò dormire tenendo il cancello aperto rasserenato dal fatto che le multe d’ora in poi saranno intestate a Pablo, il quadrupede candido che scodinzola nel mio giardino?</p></div>
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		<title>La parola giusta</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 14:27:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Branà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LA GAFFE
Berlusconi vaneggia. Con pinne, fucile ed occhiali.

Dal Corriere di oggi:
&#8220;Berlusconi non arretra di un millimetro, rivendica il diritto ad usare l&#8217;aggettivo &#8220;abbronzato&#8221; per definire in modo scherzoso il neo inquilino della Casa Bianca, richiama alla memoria dei giornalisti una canzone di successo Abbronzatissima: &#8220;Ricordate le parole? Una cosa assolutamente gioiosa, non certo offensiva. Potevo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="left"><strong>LA GAFFE</strong><br />
<em>Berlusconi vaneggia. Con pinne, fucile ed occhiali.</em></div>
<div align="justify">
<p class="first-child "><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 10px; float: left;" src="http://www.vincenzobrana.it/wp-content/uploads/2008/11/coppertone2.jpg" title="Abbronzatissima" alt="Abbronzatissima" width="240" /><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>al <a href="http://www.corriere.it/politica/08_novembre_08/berlusconi_obama_chiarimento_e7114a70-ad65-11dd-8ab4-00144f02aabc.shtml">Corriere</a> di oggi:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Berlusconi non arretra di un millimetro, rivendica il diritto ad usare l&#8217;aggettivo &#8220;abbronzato&#8221; per definire in modo scherzoso il neo inquilino della Casa Bianca, richiama alla memoria dei giornalisti una canzone di successo <strong>Abbronzatissima</strong>: &#8220;Ricordate le parole? Una cosa assolutamente gioiosa, non certo offensiva. Potevo anche dire che è giovane e alto, usare un altro aggettivo, ma non sarebbe stato carino per Putin e Medvedev che non sono certo alti.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Per non rimanere nel dubbio sono andato a cercarmi il testo di <strong>Abbronzatissima</strong> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edoardo_Vianello">Edoardo Vianello</a>:</p>
<p><em>A  Abbronzatissima<br />
 sotto i raggi del sole/ come è bello sognare/ abbracciato con te.<br />
A  Abbronzatissima<br />
 a due passi dal mare/ come è dolce sentirti/ respirare con me.<br />
Sulle labbra tue dolcissime/ un profumo di salsedine/ sentirò per tutto il tempo/di questa estate d&#8217;amor.<br />
Quando il viso tuo nerissimo/ tornerà di nuovo pallido/ questi giorni in riva al mar/non potrò dimenticar.<br />
A  Abbronzatissima<br />
sotto i raggi del sole/ a due passi dal mare/ abbracciato con te.<br />
A  Abbronzatissima.</em></p>
<p>E improvvisamente ho capito.</p>
<p>Superdotato, Silvio: questa sarebbe stata la parola giusta. O &#8220;nerchione&#8221; se volevi darci un tocco più &#8220;immediato&#8221;, come di solito fai tu. Nessuno se la sarebbe presa e ci saremmo fatti davvero un sacco di risate.</p></div>
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		<title>Tra le lenzuola di Haider</title>
		<link>http://www.vincenzobrana.it/2008/10/23/articoli/tra-le-lenzuola-di-haider/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 21:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Branà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL CASO
L&#8217;outing postumo del leader austriaco appassiona il dibattito. Ma in Italia?


Insomma:  Haider era gay sì o no? Dopo gli articoli di giornale, gli interventi dei politici e le dichiarazioni dei congiunti potremmo francamente infischiarcene tutti. Non lo fa Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay, il primo a invocare qualche giorno fa il “chissenefrega” collettivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="left"><strong>IL CASO</strong><br />
<em>L&#8217;outing postumo del leader austriaco appassiona il dibattito. Ma in Italia?</em></div>
<div align="justify">
<p class="first-child "><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 10px; float: left;" src="http://www.vincenzobrana.it/wp-content/uploads/2008/10/imgphp.jpeg" title="Joerg Haider e Stephen Petzner" alt="Joerg Haider e Stephen Petzner" width="240" /></p>
<p><span title="I" class="cap"><span>I</span></span>nsomma:  Haider era gay sì o no? Dopo gli articoli di giornale, gli interventi dei politici e le dichiarazioni dei congiunti potremmo francamente infischiarcene tutti. Non lo fa Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay, il primo a invocare qualche giorno fa il “chissenefrega” collettivo dalle pagine di <a href="http://eurialoeniso.blogspot.com/2008/10/haider-gay-per-favore-non-speculate.html">Liberazione</a>, per poi tornare sull’argomento, dopo il fiume di parole sulle colonne del giornale di Sansonetti, sull’homepage del suo <a href="http://blog.libero.it/mancuso/5717184.html">blog</a>. <a href="http://www.gaynews.it/view.php?ID=79514">Paola Concia</a>, l’unica omosessuale visibile del Parlamento, parla di un’informazione come le altre. E in effetti informazione lo è, Concia ha ragione. Forse non proprio come le altre: Haider era omofobo, apertamente e violentemente. Il fatto che fosse gay un effetto lo farà, quanto meno sui suoi sostenitori. (Tanto per iniziare Josef Bucher &#8211; e non Stefan Petzner, il “delfino” e amico “intimo” del  defunto &#8211; è stato nominato alla guida del gruppo parlamentare della Bzoe). Un po’ presto per considerare l’onda d’urto nel suo complesso, ma su questa linea di ragionamento troveremo sicuramente più informazioni che rovistando nelle ultime goliardiche ore del leader della destra austriaca. Perché, come giustamente sottolinea <a href="http://www.grillini.it/show.php?5893">Franco Grillini</a>, sul piatto c’è un altro fatto, cioè il coming out di Stephen Petzner, braccio destro di Haider ed erede della sua leadership. Coming out che accende i riflettori sulla “relazione speciale” tra Haider e il suo pupillo. La moglie lo sapeva, riportano i media. Cosa sapeva?, mi chiedo io. Ma la risposta precisa non l’ho trovata da nessuna parte.</p>
<p> Insomma il bravo Marco Fraquelli (intervistato giorni fa anche da <a href="http://politicaesocieta.blogosfere.it/2008/10/omosessuali-di-destra-parla-marco-fraquelli-i-nazisti-la-lotta-di-gaylib-e-la-demagogia-di-brunetta.html">Blogosfere</a>) a un anno appena dall’uscita del suo libro <a href="http://www.vincenzobrana.it/2008/09/12/articoli/gay-di-destra/">Omosessuali di Destra</a> si trova già a doverne aggiornare le ultime pagine. Senza però riuscire ancora a contraddire il viril vanto italico espresso nel ventennio dal Duce. “In Italia sono tutti maschi”, diceva Mussolini. E in effetti la destra tricolore ancora non si “svela”, nemmeno dopo il terremoto Haider. Il consigliere UDC Alberto Villa, dopo aver dichiarato la propria omosessualità si è dimesso dal partito. Ma, diciamocelo, l’estrema destra è un’altra cosa. Grillini, che proprio a una presentazione del libro di Fraquelli a Milano animò un’infervorata querelle con Daniela Santanchè, di tutti i destrorsi chiama in causa Calderoli, in effetti uno dei più &#8220;turbati&#8221; dall&#8217;omosessualità di Haider: “Ci piacerebbe sapere la sua opinione” dice. E io mi domando: perché è il più omofobo o il più velato? </p>
<p>Nel frattempo, ci informa <a href="http://www.babiloniamagazine.it/new.php?p=2454">Babilonia</a>, esce in Gran Bretagna la biografia di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Heinrich_Himmler">Heinrich Himmler</a> a cura dello storico Peter Longerich: il gerarca nazista, manco a dirlo, era misogino e gay represso. Non si faceva mancare proprio nulla, lui.</div>
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		<title>Gay di destra?</title>
		<link>http://www.vincenzobrana.it/2008/09/12/articoli/gay-di-destra/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 19:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Branà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[INTERVISTA A MARCO FRAQUELLI1
Ermanno Lavorini aveva appena dodici anni quando fu trovato sotterrato nella sabbia della spiaggia di Marina di Vecchiano, a Viareggio. &#8220;Ucciso da quel giro di gay che batteva nella pineta vicino alla spiaggia&#8221; fu la prima – all’inizio incontestabile  – versione dei fatti tracciata dalla giustizia e dai media scatenati in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="left"><strong>INTERVISTA A MARCO FRAQUELLI<sup class='footnote'><a href='#fn-145-1' id='fnref-145-1'>1</a></sup></strong><br />
<em>Ermanno Lavorini aveva appena dodici anni quando fu trovato sotterrato nella sabbia della spiaggia di Marina di Vecchiano, a Viareggio. &#8220;Ucciso da quel giro di gay che batteva nella pineta vicino alla spiaggia&#8221; fu la prima – all’inizio incontestabile  – versione dei fatti tracciata dalla giustizia e dai media scatenati in quel lontano 1969. In realtà – ma questa realtà venne fuori solo nelle successive fasi di giudizio, a partire dal 1976 – Lavorini era stato vittima di un sequestro a scopo estorsivo messo in piedi dai ragazzi del Fronte monarchico giovanile di Viareggio, gli stessi  adolescenti che frequentavano il battuage vicino alla spiaggia. Quel caso, passato alla storia delle cronache italiane come il primo kidnapping ma anche come primo caso di eversione additato dalla giustizia, è una delle rarissime brecce attraverso le quali si è intravista in Italia una sovrapposizione tra movimenti di estrema destra e omosessualità. Solo in quel caso, in sostanza, in Italia si parlò di militanti di estrema destra omosessuali, giovani che come Italo<sup class='footnote'><a href='#fn-145-2' id='fnref-145-2'>2</a></sup>, il puraido della campagna del Bologna Pride, &#8220;odiano i froci ma amano il loro camerata&#8221;. Il caso di Ermanno Lavorini è una delle tappe del rigoroso excursus che Marco Fraquelli, milanese e studioso della cultura di destra, ha incluso nel suo saggio &#8220;Omosessuali di Destra&#8221; edito da Rubbettino. Nelle duecento pagine del volume si passa in rassegna  una varietà di ritratti storici, documenti e testimonianze per rintracciare, da fine Ottocento fino ai giorni nostri, il contraddittorio interconnettersi di omosessualità e ideologia nazifascista.</p>
<p class="first-child "><strong><span title="M" class="cap"><span>M</span></span>ercoledì 17 settembre alle ore 21.00 presso lo stand Suffragio omosessuale del Cassero alla Festa dell&#8217;Unità di Bologna non mancate all&#8217;incontro con l&#8217;autore Marco Fraquelli e Franco Grillini, e con la presenza di Luca De Santis e Sara Colaone, autori di <a href="http://www.puta.it/blog/2008/06/24/queer/bologna-pride-in-italia-sono-tutti-maschi-doppio-appuntamento-libro-mostra/">In Italia son tutti maschi</a>.</strong></em></div>
<div align="justify">
<p><img class="alignleft" style="border: 0px solid black; margin: 10px; float: left;" src="http://www.vincenzobrana.it/wp-content/uploads/2008/09/gay-destra.jpg" alt="gay di destra" title="La copertina del libro OMOSESSUALI DI DESTRA" width="240" /><strong>Dottor Fraquelli, quando ha messo in cantiere questo saggio chi immaginava fosse il suo lettore, un curioso di sinistra o un omosessuale di destra?</strong></p>
<p>&#8220;Ecco come iniziare un’intervista dicendo subito una banalità: immaginavo che il mio lettore fosse un curioso, e basta… Scherzi a parte, il libro nasce da un mio preciso interesse culturale, che è quello della analisi della Destra, e della Destra radicale in particolare. Ho cercato nei miei libri, a cominciare dal primo su Julius Evola e poi con quello dedicato ai no-global di destra, di esplorare tematiche poco conosciute. Il rapporto contraddittorio tra estrema Destra e omosessualità mi sembrava un tema coerente con questa mia ricerca.&#8221;</p>
<p><strong>&#8220;Meglio fascisti che froci&#8221; diceva qualche anno fa Alessandra Mussolini. Eppure il suo libro racconta che in diversi casi i fascisti – e ancor di più i nazisti – erano omosessuali. Insomma fascisti=froci. Proprio quest’equazione, che contraddice con l’evidenza uno degli assunti cardine della destra omofoba, era rappresentata nella campagna comunicativa del Bologna Pride dal personaggio di Italo, che &#8220;odia i froci ma ama il suo camerata&#8221;. Paradossalmente, però, Italo anziché far saltare sulla sedia Alessandra Mussolini, ha sollevato reazioni indignate nell’ala di estrema sinistra del movimento gaylesbico, e <a href="http://www.vincenzobrana.it/2008/07/09/lgbtq/dellintervento-di-sabina-guzzanti-al-no-cav-day/">perfino Sabina Guzzanti</a>, &#8220;alfiere&#8221; dei delusi a sinistra, si è scagliata contro quella campagna dal palco di piazza Navona. Lei come spiega questo cortocircuito?</strong></p>
<p>&#8220;Confesso che davvero non capisco la reazione della Guzzanti, nei confronti del Pride in generale, e nello specifico nei confronti dell’immagine di Italo che lei cita (che trovo straordinariamente ironica, anzi, le confesso che ne tengo addirittura una copia sulla scrivania, e millanto che l’idea sia venuta al grafico dopo aver letto il mio libro&#8230;). Stessa cosa per la Bertozzo e compagni. Non so, mi verrebbe da dire che chi ha avuto reazioni indignate forse ha guardato con molta superficialità al volantino, ha equivocato… O forse – con meno superficialità e più  integralismo – ha voluto esprimere dissenso verso una linea, quella della sinistra gay meno estrema, di voler promuovere una politica più ecumenica nei confronti dei gay di destra… In fondo il camerata Italo è sì trattato con molta ironia, ma, tutto sommato, anche come soggetto che merita, in qualche modo, attenzione, una attenzione che forse ha potuto dar fastidio. Specie se la si guarda prevenuti. Io, per esempio, ho colto molto di più l’ironia e la provocazione. Ma in fondo ho pur sempre scritto un libro sugli omosessuali di destra…&#8221;</p>
<p><strong>La Berlino di inizio Novecento, quella in cui a poco a poco prese forma il nazionalsocialismo, era una città a misura di gay: 30 bar omosessuali nei primi anni del secolo, centotrenta addirittura nel 1933. Poi però arrivarono le persecuzioni, i campi di concentramento, lo sterminio. Quali furono i fattori che determinarono quell’improvviso cambiamento?</strong></p>
<p>Indubbiamente il regime nazionalsocialista ha una decisiva responsabilità in quello che lei giustamente indica come radicale e traumatica inversione di tendenza (dalla tolleranza più aperta alla repressione del fenomeno omosessuale). In generale, ma il grande storico George Mosse lo ha spiegato molto meglio di me, si trattava di intervenire in difesa di un perbenismo e di una ortodossia comportamentale fondamentali nel sistema valoriale alle basi dello Stato nazista. Tutta la retorica della razza pura &#8211; e l’esigenza di promuovere una forte crescita di questa razza, collegata alle mire espansionistiche hitleriane &#8211; non potevano certo tollerare comportamenti sessuali che, all’opposto, si rivelavano necessariamente sterili. In questo senso è esemplare il discorso (che riporto quasi integralmente nel libro) che il vice di Hitler, Himmler, tenne nel 1937, a porte chiuse, ai gerarchi nazisti, e intitolato significativamente &#8220;Pericoli  razziali e biologici dell’omosessualità&#8221;. In realtà, tuttavia, il processo repressivo si snoda nel corso degli anni. Si tratta di una vera e propria escalation che parte dall’episodio della liquidazione, avvenuta nel 1934, dell’omosessuale Roehm e delle sue SA (ancorché, come spiego nel libro, l’omosessualità fosse solo un pretesto per coprire ragioni politiche) per arrivare ai lager. In fondo, per fare un parallelo, un po’ come avvenuto con la &#8220;soluzione finale&#8221; del problema ebraico: l’olocausto, la Shoa, è solo l’ultimo stadio di un lungo processo di vessazioni, discriminazioni, violenze.&#8221;</p>
<p><strong>In molti dei ritratti presenti nel suo libro sembra di cogliere la distinzione tra l’omoerotismo, cioè una pratica sessuale, e l’omosessualità intesa come riconoscimento identitario. Insomma il sesso tra uomini in molti casi era tollerato a patto che non minasse la virilità, che non corrompesse l’identità dell’uomo e la sua capacità di ricoprire, in società, i ruoli del &#8220;maschio&#8221;. Lei a che punto posizionerebbe, nel passato e oggi, il discrimine tra pratica e identità nell’omosessualità di destra?</strong></p>
<p>&#8220;Nel libro parto da un presupposto: a mio parere l’omosessualità riguarda esclusivamente l’orientamento sessuale di una persona, e non l’identità. Lei fa però questa distinzione, una distinzione che un suo collega mi faceva proprio tempo fa, sostenendo che essere omosessuale significa esprimere la propria sessualità; essere gay significa esprimere la propria identità. E mi faceva anche dei confronti: Zeffirelli è omosessuale, Cecchi Paone è Gay. Mishima era omosessuale ecc. Per dire che un omosessuale non parteciperebbe mai a un Gay Pride, il gay sì. Insomma, al di là del fatto che non sono convintissimo di questa distinzione (che pure trovo del tutto interessante e profonda), devo riconoscere che può, in qualche modo, servire proprio a rispondere alla sua domanda: è vero, sin dall’antichità si è posta questa distinzione; tutto si poteva fare – a livello sessuale – purché non si intaccasse l’immagine virile. Certo vi sono diverse tradizioni. Come scrivo nel libro, mentre in Grecia prevale la pederastia e, dunque, una concezione in fondo più aperta (anche se non dobbiamo pensare, come molti erroneamente fanno, che l’omosessualità fosse normalmente accettata…) dell’omoerotismo, con valenze persino filosofiche e pedagogiche, a Roma prevale la tradizione dello stupro tribale e, dunque, dell’atto omosessuale come manifestazione di potenza – per chi lo perpetra – e di umiliazione, sottomissione – per chi lo subisce. Questo comporta, come dice lei, lo stratificarsi di una tradizione che, per semplificare, distingue nettamente l’omosessualità attiva da quella passiva. Con la prima in fondo più tollerata, e la seconda meno. Più tollerata la prima a patto, comunque, che non venisse sbandierata. In questo credo che la Sinistra – che pure per secoli e fino a tempi a noi vicini non era certo indenne dall’omofobia – si sia evoluta. Non mi pare la Destra abbia fatto altrettanto. Sia a livello radicale che più moderato. Per stare in casa nostra, oggi anche Fini riconosce che in fondo uno del proprio sesso può farne ciò che vuole, purché la cosa rimanga confinata tra le mura di casa…&#8221;</p>
<p><img class="alignleft" style="border: 0px solid black; margin: 10px; float: left;" src="http://www.vincenzobrana.it/wp-content/uploads/2008/09/italo-fronte.jpg" alt="italo" title="Italo odia i froci ma ama il suo camerata" width="240" /><strong>La presenza del Vaticano nel territorio italiano è da molti considerata come il motivo principale della difficoltà del nostro Paese a &#8220;laicizzare&#8221; la politica. Che peso ebbe la cultura cattolica nel cristallizzarsi dell’istanza omofobica nei movimenti di estrema destra in Italia e all’estero?</strong></p>
<p>&#8220;La presenza del Vaticano, e la conseguente straordinaria predominanza della religione e della cultura cattolica in Italia hanno certamente contribuito in maniera determinante ad alimentare e a cristallizzare l’omofobia. Per carità, chiaro che oggi (ma anche molto tempo fa) la Chiesa non pensa più ai roghi. Siamo davvero in un altro universo. Vorrei dire che c’è – oggettivamente – molta più “carità” cristiana nell’affrontare il tema. Ma la Chiesa, si sa, fa il suo mestiere, e non può certo accettare il fenomeno. Per rispondere più specificamente alla sua domanda, devo dire che certamente la Destra italiana (sia storicamente, ossia con riferimento al Fascismo, sia attualmente), sposando la religione cattolica si è trovata del tutto sulle sue posizioni omofobe. Posizioni, ripeto, che oggi per fortuna non sono più – per la maggior parte – di natura repressiva, ma che permangono. Semmai, e questo mi sembra il dato più rilevante, andrebbe considerata un’altra influenza che la Chiesa, a mio parere, ha esercitato sulla Destra. Per esempio, per storicizzare, sul Fascismo, ed è l’influenza dell’ipocrisia. Sull’ipocrisia di buona parte del mondo clericale (sarebbe ingiusto generalizzare) nei confronti dell’omosessualità mi sembra ci sia poco da confutare: non mi riferisco solo al tragico fenomeno della pedofilia, ma, insomma, è tradizionalmente noto il tema dell’omoerotismo presente nei seminari, ecc. Eppure, guai a parlarne. Allo stesso modo, il Fascismo si rese protagonista di un approccio assolutamente ipocrita nei confronti dell’omosessualità (salvo alcune derive repressive, del tutto marginali rispetto all’esperienza nazista). Tanto per darle un dato incredibile, ricordo, anche nel libro, che la sera prima della pubblicazione, dal Codice Penale fascista (il Codice Rocco), venne tolto l’articolo che puniva i reati dell’omosessualità. Liberalità del regime? Nemmeno per idea, il concetto era un altro: inserire un simile articolo avrebbe significato dover dire pubblicamente al mondo che anche in Italia esisteva il problema degli omosessuali… In altri Paesi, per chiudere e risponderle, meno influenzati dalla religione cattolica, al di là dei fenomeni repressivi, vedi la Germania, la Destra ha sempre mostrato meno ipocrisia. Che non voleva dire ovviamente tolleranza, al contrario, purtroppo violenza repressiva.&#8221;</p>
<p><strong>&#8220;L’Italia corre il rischio di un ritorno al fascismo&#8221;, denunciava qualche settimana fa Famiglia Cristiana attaccando frontalmente le scelte del governo Berlusconi. Condivide questo monito? Secondo lei contiene un allarme anche rispetto al tema dell’omofobia?</strong></p>
<p>&#8220;Guardi, tutti conoscono le mie posizioni politiche, il mio retroterra, ecc. Non ho mai votato, né mai voterò Berlusconi o partiti di Centro-Destra. Devo però ammettere che l’uscita di Famiglia Cristiana mi sembra eccessiva. Non lo dico solo perché, da studioso del Fascismo, ne faccio una questione nominalistica. Credo davvero che la situazione non sia così drammatica. Certo vivo con inquietudine alcune iniziative, e ho sempre il terrore che la Lega possa convincere il Governo a stravolgere la Costituzione, come aveva cercato di fare in passato… Ma paragonare Berlusconi a Mussolini mi sembra un po’ forzato (anche se si tiene accanto alcune &#8220;macchiette&#8221; che potrebbero ricordare gli Starace…). E credo anche, personalmente, che sia un errore sopravvalutare il potere &#8220;ducesco&#8221; di Berlusconi. Un errore, peraltro, che mi sembra la Sinistra abbia pagato… Stessa cosa per quanto riguarda l’omofobia. Un conto è opporsi alle unioni di fatto, altro discriminare pesantemente le persone in base alla loro omosessualità. Poi è chiaro che esistono episodi che contraddicono la mia visione. E’ chiaro che allo stilista si &#8220;perdona&#8221; la sua gaiezza, e all’idraulico o allo sportellista della banca meno; è vero che ancora oggi – penso a piccole realtà provinciali  e non solo &#8211; molti giovani omosessuali devono fare i conti con la grettezza che li circonda, se non con l’umiliazione, ecc. Ma mi sembrerebbe eccessivo parlare di una omofobia generalizzata.&#8221;</p>
<p><strong>Anche Madonna durante la sua prima tappa del tour mondiale a Cardiff, in Galles, davanti a 40mila persone, durante la canzone Get stupid ha fatto proiettare i volti di McCain, Hitler e di Robert Mugabe, il presidente dello Zimbawe considerato un dittatore sanguinario, associati con immagini di distruzione e inquinamento. Che effetto le fanno questi messaggi?</strong></p>
<p>&#8220;Mi rifaccio un po’ a quanto dicevo prima. Secondo me non è proiettando la faccia di McCain accanto a quella di Hitler che si raccoglie consenso per i Democratici. Purtroppo la politica ha regole ben più ciniche che non le emozioni. E in fondo regole anche più complesse. Noi siamo figli di una generazione che ha conosciuto un fenomeno devastante, che è il marketing. E il marketing cosa ti dice? Che, in fondo, promuovere il detersivo o l’antitumorale, un libro di qualità o un politico è la stessa cosa. Ecco allora che si può promuovere una marca di abbigliamento mostrando gente che muore di Aids. Chi si rende protagonista di queste iniziative crede di essere provocatore, anticonformista. In realtà si rende solo &#8216;esecutore&#8217; della Legge Universale del Marketing.&#8221;</p>
<p><strong>In &#8220;Omosessuali di destra&#8221; un intero capitolo è dedicato all’Aids. Quanto fu diversa la reazione all’esplosione di quell’epidemia a destra e a sinistra?</strong></p>
<p>&#8220;Confesso che è una domanda a cui non so rispondere. Nel mio libro cito un caso, ma è appunto un solo caso, quello di un gruppo di medici francesi estremisti di Destra, il Gruppo Positif, che pubblicava un periodico &#8220;Sida tout va bien&#8221;, che attaccava costantemente la medicina ufficiale (sostenendo peraltro che l’Aids era frutto di una sorta di complotto globale perpetrato dalle potenze capitalistiche), ma che, soprattutto, portava avanti una battaglia perché i posti in ospedale fossero riservati solo ai francesi colpiti dall’Aids e non agli stranieri presenti in Francia…&#8221;</p>
<p><img class="alignright" style="border: 0px solid black; margin: 10px; float: left;" src="http://www.vincenzobrana.it/wp-content/uploads/2008/09/italo-retro.jpg" alt="italo" title="Italo odia i froci ma ama il suo camerata" width="240" /><strong>L’ultimo capitolo del saggio è dedicato a GayLib, l’associazione italiana di omosessuali di centrodestra. Il suo fondatore, Enrico Oliari, proviene dagli ambienti dell’estrema destra. Con lui, però, a creare l’associazione nel 1977 c’erano anche Alessandro Gobbetti, divenuto poi leader di Arcigay Ancona, Marco Jouvenal, proveniente dal collettivo F.U.O.R.I, e Marco Volante, oggi portavoce di GayLeft e membro un tempo della consulta lgbt dei Democratici di Sinistra. Insomma in Italia, tra i gay, c’è un trasformismo politico singolare&#8230;</strong></p>
<p>&#8220;Ma, non so fino a che punto si possa parlare di trasformismo… Ho aperto l’intervista con una banalità e mi avvio a chiuderla con un’altra banalità: come le dicevo, io parto dal presupposto che l’omosessualità riguarda l’orientamento sessuale della persona, non ne identifica l’identità. Questo mi serve soprattutto per dire come, a mio parere, non ci sia da stupirsi se un omosessuale decide di sposare un’ideologia come quella della Destra. Non mi stupisce se esiste un geometra gay, o un docente universitario gay, o se un gay ha la passione per i francobolli… perché non dovrebbe esistere un gay di Destra? (Poi, se devo dire fino in fondo quel che penso, è che trovo comunque strana questa possibilità. Abbracciare l’ideologia che, in qualche modo, ha prodotto l’omocausto è un po’ come se Obama fosse un tifoso del Ku Klux Klan. Ma passi). Ecco, se noi ci liberiamo da questo pregiudizio possiamo analizzare i vari riposizionamenti politici delle persone come meritano, e cioè come semplici cambiamenti di idee. Certo, dice lei, la componente omosessuale delle persone che cita non è del tutto secondaria, e ha ragione. Ma, ripeto, secondo me non così rilevante, dal punto di vista identitario, da  esaurirne, appunto, la personalità.&#8221;</p>
<p><strong>Infine una previsione: chi metterà secondo lei la firma in calce alla prima legge italiana sulle unioni civili, il governo Berlusconi o un governo di centrosinistra?</strong></p>
<p>&#8220;Escluderei il Governo Berlusconi. Escluderei anche un Governo di Centro-Sinistra, fintanto che la Sinistra continuerà a sopravvalutare (perché per me si sopravvaluta) il peso dell’elettorato cattolico italiano. Faccio però una previsione &#8211; e mi spiace chiudere in maniera così pessimistica questa piacevole conversazione. Io ho 51 anni, e mi auguro di vivere ancora almeno 30 anni (e se smettessi di fumare forse ne avrei anche la possibilità…): sono convinto che morirò senza aver visto nascere una legge sulle unioni civili…&#8221;</p></div>
<div class='footnotes'>
<div class='footnotedivider'></div>
<ol>
<li id='fn-145-1'>Pubblicata sul numero di <a href="hhttp://www.puta.it/blog/2008/09/19/queer/cassero-magazine-settembre-ottobre-2008/">Settembre/Ottobre di Cassero Magazine</a>. <span class='footnotereverse'><a href='#fnref-145-1'>&#8617;</a></span></li>
<li id='fn-145-2'>Guarda l&#8217;<a href="http://www.vincenzobrana.it/wp-content/uploads/2008/09/italo.jpg">Italo originale</a> della campagna del Bologna Pride <span class='footnotereverse'><a href='#fnref-145-2'>&#8617;</a></span></li>
</ol>
</div>
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		<title>Una ladra per icona</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 15:21:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Branà</dc:creator>
				<category><![CDATA[Due parole]]></category>
		<category><![CDATA[Fatti]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Michele Sansonne]]></category>

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ANSA, NAPOLI, 26 LUGLIO &#8211; E&#8217; stata denunciata dalla pattuglia dei carabinieri per insolvenza fraudolenta una donna nigeriana in gita a Capri. La donna si era seduta in un lussuoso ristorante del centro storico ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><em>Due parole: che chic. Se devi farti denunciare non badare a spese. Altro che la sgraffignata dai banchetti del mercato. Un&#8217;icona.</em></p>
<p class="first-child "><span title="A" class="cap"><span>A</span></span>NSA, NAPOLI, 26 LUGLIO &#8211; E&#8217; stata denunciata dalla pattuglia dei carabinieri per insolvenza fraudolenta una donna nigeriana in gita a Capri. La donna si era seduta in un lussuoso ristorante del centro storico ed aveva scelto dal menù i piatti più costosi e una bottiglia di vino d&#8217;annata. Il maître del locale, al termine della cena, ha consegnato alla giovane donna il conto: circa 150 euro. Conto che però la donna &#8211; lo ha detto sorridendo in perfetto inglese &#8211; non poteva saldare perché in borsa non aveva nemmeno un euro. Data questa risposta, la nigeriana si è alzata, dirigendosi verso l&#8217;uscita del locale. In zona era però in servizio la pattuglia dei carabinieri che ha invitato la donna a seguirli in caserma, per la verifica dei documenti, portando con sé la bottiglia del costoso vino che aveva consumato per metà. Gli uomini del comandante Michele Sansonne, dopo aver riscontrato che a carico della straniera esistevano precedenti per lo stesso reato, hanno provveduto a contestarle il reato di insolvenza fraudolenta, perseguibile però solo per querela di parte; querela che, fino al momento, non risulta presentata dal proprietario del ristorante.</p></div>
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