4 mag 2010
MODA
Abiti e accessori usati vivono la loro stagione fortunata.
E c’è chi, per la borsetta d’annata, spende fino a 1.000 euro.
Tutti pazzi per il vintage: la passione per la moda “che fu” non è certo cosa nuova, ma un’iniziativa editoriale dell’Ibc – Vintage. La memoria della moda, edito da Compositori – approfondisce l’analisi su un fenomeno all’estero ormai consolidato e che in Italia, in questi anni, vive la sua stagione fortunata. “L’abito usato ha una lunga storia – osserva nella prefazione del volume Maria Giuseppina Muzzarelli, presidente del corso di laurea in Culture e tecniche del costume e della moda all’Alma Mater – fatta in buona misura di necessità e di tempi lunghi della moda che consentivano alle figlie di portare gli abiti delle madri e a molti uomini e donne, non miserabili, di indossare capi carichi di anni ma non perciò spregiati e anzi accettati con favore come dono o comprati anche a caro prezzo da sarti-rigattieri”. Insomma, la febbre del vintage non necessariamente trova ragione in una necessità di risparmiare. Semmai, negli anni Settanta, è stata “critica sociale verso il consumismo imperante, sia da parte degli strati alti della società che della massa, uniti nonostante le contrapposizioni”, scrive Iolanda Silvestri nel dossier dell’Ibc. E oggi, addirittura, ricorre al vintage chi vuole fuggire dall’omologazione forzata dell’industria tessile, un’utenza sofisticata che guarda con sospetto l’etichetta “Made in Taiwan”, scartandola di fronte alla possibilità di quell’altra – un po’ ingiallita – cucita a mano in sartoria.
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4 mag 2010
LA POLEMICA
Esce per Rizzoli il nuovo romanzo della scrittrice riminese.
Barilli stronca Isabella Santacroce. Lei replica, scoppia il caso.
La scintilla è stata innescata proprio all’ombra delle Torri. E’ stato infatti Renato Barilli, in uno dei recenti numeri di Tuttolibri, l’allegato della Stampa, a esprimere senza mezze misure il suo pollice verso al nuovo romanzo della riminese Isabella Santacroce, Lulù Delacroix (Rizzoli). Lei, allora, ha deciso di replicare e l’ha fatto con una lettera aperta che dal suo seguitissimo blog ha raggiunto l’attenzione dei media: “io penso lei sia un venduto” ha messo nero su bianco la scrittrice. Il perchè è presto detto: lo stesso Barilli, tre anni fa su quella stessa testata, aveva definito “un capolavoro” il precedente lavoro di Santacroce, V.M.18. Oggi invece quello stesso libro diventa, a detta del critico, soltanto “una prova riuscita”.
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4 mag 2010
IL SUMMIT
All’appuntamento di Unipolis si incontrano i “big” del settore. Accuse ricorrenti contro le politiche urbanistiche. La Cultura è un diritto, dicono in tanti. Ma subisce continui tagli in nome di interessi in cartello
Il lamento più disperato sul sistema culturale italiano l’ha lanciato il professor Pierluigi Sacco: “O le cose cambiano o lascerò l’Italia: non si può essere complici di questo stato di cose”. E ancora: “Di quanto stiamo facendo dovremo rendere conto alle generazioni che verranno”. E dire che proprio Sacco, lo scorso 9 aprile all’appuntamento promosso dalla fondazione Unipolis al Mambo, presentava una via, una possibilità, un nuovo luogo di incontro e dibattito. Un sito, nella sostanza, che lo stesso Sacco ha contribuito a progettare e che rappresenta il nuovo step di Culturability, il progetto lanciato un anno fa dalla fondazione di casa Unipol per sollecitare approfondimento e confronto sul tema della Cultura.
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