Vincenzo Branà

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Dei fatti, del giornalismo, della cultura lgbtq, di Bologna, della cronaca, della politica e d’altre bazzecole interessanti


Marcellona, cala il sipario

IL LUTTO
Marcella Di Folco si è spenta ieri a Bentivoglio all’età di 67 anni. Recitò per Fellini e Risi. Poi il cambio di sesso e le battaglie politiche

Marcella Di FolcoLo sguardo fermo e un cappellino rosa sulle ventitré, vezzo di vanità ma anche simbolo di rivendicazione per una donna che ha conquistato con dure lotte il riconoscimento della propria femminilità. Così Marcella Di Folco, storica presidente del Movimento Identità Transessuale, è ritratta nella foto che il sito dell’associazione ha pubblicato ieri pomeriggio per rivolgere l’estremo saluto alla sua «leader maxima». Di Folco si è spenta ieri all’hospice di Bentivoglio, dove da tempo era ricoverata per l’inesorabile incedere della malattia che l’ha portata alla morte. Aveva 67 anni “Marcellona”, che passati in rassegna tutti in una volta compongono quasi un’enciclopedia, un’opera vasta che, dalla fine degli anni Sessanta quand’era cassiera al mitico Piper, attraversa tanto la storia del cinema quanto quella della politica e delle battaglie per i diritti civili. Il Cinema era quello leggendario di Federico Fellini, Roberto Rossellini, Dino Risi, Alberto Sordi, Elio Petri e di tutti gli altri grandi cineasti che l’avevano scelta per i propri film. Quand’era ancora Marcello, in realtà, prima cioè di quel viaggio a Casablanca nell’agosto del 1980 (solo due anni dopo in Italia sarà approvata una legge per il cambio di sesso), rivoluzionario tanto per lei quanto per la cultura e la politica degli anni che venirono. Perchè da allora, dopo il trasferimento a Bologna nel 1986, Di Folco si mise al servizio del movimento transessuale, guidandolo verso importanti conquiste scritte nella storia recente del nostro Paese: fu sua l’idea di creare un consultorio per l’identità di genere, che diventerà il primo al mondo gestito da trans. E suo il merito di aver ottenuto nel 2000 l’istituzione della Commissione “Diritti per l’identità di genere”, da parte del ministro per le pari opportunità Katia Belillo. Ma suo soprattutto il merito di aver infranto il “tabù” dell’identità di genere nelle aule politiche: nel 1990 conquistò uno scranno nel quartiere Saragozza e dal 1995 al 1999 fu consigliere comunale a Palazzo D’Accursio, eletta nelle fila dei Verdi. Fu la prima transessuale al mondo ad ottenere quella carica.

Anche quando la malattia già le consumava le energie, Di Folco non ha messo da parte la sua militanza: nel maggio scorso a Rimini, in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia, era intervenuta dal palco allestito dalle associazioni: «la salute non mi assiste» aveva confessato, riprendendo poi subito il solito piglio ironico e incalzando: «ma voi non vi preoccupate, ci penso io, non mi si toglie di mezzo facilmente». La sua tenacia, però, ieri si è esaurita. La morte di Marcella Di Folco è stata annunciata dal Mit, la sua associazione ma anche la sua famiglia: «non è semplice comunicare il vuoto che lascia», si legge nell’homepage del sito. E di seguito: «compagna, amica, sorella, mamma di tutte/i noi, il Mit perde la leader maxima, la sua traccia essenziale resta indelebile nella storia della nostra associazione e del movimento tutto». Anche le altre sigle del movimento si sono strette nel cordoglio: Arcigay, Arcilesbica, Agedo, FamiglieArcobaleno salutano una «grande figura di riferimento per le persone transessuali, per il movimento lgbt e per tutto il dibattito politico e culturale sui diritti civili e sulla libertà che ha attraversato le vicende del nostro Paese negli ultimi 30 anni». Addolorato anche Franco Grillini, storico leader di Arcigay e consigliere regionale dell’Idv: «quella di Marcella è stata una militanza globale perchè partendo dal tema dei diritti si è poi occupata a tutto campo della politica locale e nazionale». «Ci mancherà – dice – come amica prima di tutto e e come leader del movimento». Manifestazioni di cordoglio sono giunte dai rappresentanti istituzionali: l’assessore regionale alla Cultura , sottolinea la « perdita di un personaggio importante dal punto di vista culturale e fondamentale nella storia della lotta per i diritti civili in Italia». «Le saremo per sempre grati – è il messaggio di Gian Guido Naldi, capogruppo di Sel in Regione – perché con il suo impegno in prima persona nel riconoscimento dei diritti per la comunità lgbt ha squarciato quel vergognoso velo di menzogne, ipocrisia e perbenismo che ci impediva di riconoscere le troppe discriminazioni nei confronti delle persone transessuali presenti nella società Italiana». «Marcella è stata una figura importante e innovativa della sinistra cittadina e nazionale» ricorda Sergio Lo Giudice, responsabile del programma del Pd di Bologna. «La sua passione straordinaria – aggiunge – e la sua determinazione nel richiedere il riconoscimento di diritti negati hanno contribuito ad arricchire lo scenario politico della città. Per questo motivo la ricorderemo con affetto e riconoscenza». Manifesta il suo cordoglio anche il senatore Walter Vitali, sindaco di Bologna negli anni in cui Di Folco sedeva in Consiglio Comunale: «Sono stati anni belli e difficili – ricorda – anni di forti innovazioni politiche e amministrative». E di seguito: «È stata protagonista insieme a noi della prima esperienza dell’Ulivo a Palazzo d’Accursio, dimostrando la capacità di contribuire alla sintesi tra posizioni anche molto diverse su temi delicati come la scuola, la famiglia e le coppie di fatto».

Domani dalle 9 alle 19 sarà allestita la camera ardente presso la Sala Renzo Imbeni (ex Sala Bianca) del Comune di Bologna, in Palazzo d’Accursio. Poi venerdì, alle 15, si terrà la cerimonia religiosa, celebrata da don Giovanni Nicolini presso la parrocchia della Dozza.
Domenica sera, annunciano infine Arcilesbica Bologna e Cassero, Marcella Di Folco sarà ricordata a Palazzo Re Enzo dalla passerella di Miss Alternative, l’evento benefit che nel 2005 la incoronò “regina”.

I favolosi anni Ottanta di Margherita Mosconi

MODA VINTAGE
Domenica da Cose d’altre case l’inaugurazione della mostra mercato dedicata alla stilista scomparsa

Margherita MosconiPer Margherita Mosconi la moda era un “vizio” di famiglia: i suoi nonni, già all’inizio del Novecento, erano stati fondatori delle Tessiture Bergamesche, poi passate di mano ai suoi genitori che ne ampliarono l’attività alle confezioni. È quindi quasi per tener fede al proprio dna che Margherita, negli anni Ottanta, conclusi gli studi d’Arte tra Bologna e Firenze e accantonata l’esperienza da modella e indossatrice, decise di dar sfogo alla sua vocazione di stilista, creando una griffe che portava proprio il suo nome.
Margherita Mosconi purtroppo è scomparsa prematuramente nel 2001. Le sue creazioni degli anni delle passerelle, però, sono rimaste conservate e per la prima volta torneranno sotto i riflettori nella mostra mercato che “Cose d’altre case” mette in programma da domenica nella sua sede di via Beverara. Appuntamento, quindi, dopodomani alle 18 per l’evento inaugurale, a cura di Marco Ziino, Paola Santoli Sanmartin, Roberto Mioli.

Da Warhol a Guercino nel bazar dei ricordi

L’IMPRESA
Opere d’arte, feticci e arredamento low cost nelle spaziose corsie di “Cose d’altre case”. L’avvio in un capannone di via Gandolfi, poi a inizio anno il taglio del nastro del megastore in via Beverara

Cose d'altre caseC’è le nuora che vuole liberarsi dei ninnoli della suocera – «o li prendete voi o li butto nel pattume», minaccia -, salvo poi scoprire che tra quei ninnoli c’è pure una statua originale del Minghetti – valore commerciale 2000 euro – che di quella suocera rende il ricordo improvvisamente colmo di gratitudine. Oppure c’è l’anziano con la minima, che per arrivare a fine mese raccoglie oggetti in disuso da cantine e solai, con la speranza di rimetterli sul mercato. E ancora, ci sono gli instancabili del “rinnovamento”, quelli per cui l’obsolescenza si matura già nell’arco di una giornata, oppure – e purtroppo di questi tempi sono tanti – quelli che la crisi li ha centrati in pieno e sono costretti a privarsi del superfluo, se non addirittura dell’utile. È varia ed eterogenea, insomma, l’umanità che si incontra tra le corsie di Cose d’altre Case, l’avventura imprenditoriale di Marco Ziino che calibra in grande il mercato del “second hand”. Ziino ha quasi quarant’anni, lo sguardo sveglio, le mani segnate dal lavoro. E il sorriso orgoglioso di chi a 14 anni è partito da Lipari, nelle Eolie, alla volta di Bologna e ora, 25 anni dopo, corre rapido tra via Gandolfi e via Beverara, dall’uno all’altro dei capannoni in cui ha collocato il suo istrionico mercato. Che trasforma, magicamente, il passato in futuro, sfiorando tanto i capolavori dell’arte quanto le storie difficili di chi, a un certo punto, è costretto a separarsi da ciò che possiede. “Cose d’altre case”, secondo la definizione più comune, è un mercatino dell’usato. Anzi un mercatone, dovremmo dire, considerato che, nato 9 anni fa in via Gandolfi in uno spazio di 800 mq, a inizio anno ha inaugurato la nuova sede di via Beverara sommando all’area della prima altri 2600 mq. E si cresce ancora se si mette nel conto anche il punto vendita in franchising in via Cesari a Modena, attivo ormai da qualche anno. E se agli inizi la squadra era composta solo da Marco e di altri due sue amici, ora a libro paga di “Cose d’altre case” si contano ben 27 dipendenti: una crescita vertiginosa, di questi tempi praticamente una rarità.

“Oggi è tuo domani e mio”: questa è la logica semplice che anima i tanti visitatori dei due megastore, tutti tesserati – e sono 34.000 in tutto solo quelli della sede pioniera di via Gandolfi – per adempiere ai controlli che la questura ritiene necessari nel commercio degli oggetti usati. C’è chi vende e c’è chi compra, chi va a caccia del feticcio, chi invece cerca la via per risparmiare un po’ scartando l’ultima generazione degli oggetti a favore di quelle passate, ancora in grado di assolvere al loro compito. Il set da giardino in ferro, le belle credenze in stile veneziano, le lampade Liberty, i tavoli in cristallo degli arredi anni Settanta. E ancora: le vecchie radio, i giradischi e perfino i grammofoni, fino agli impianti hi-fi smessi dopo poco e ancora in attesa de cd da far girare. Poi accessori, soprammobili, abiti e addirittura opere d’arte: «Una volta – racconta Ziino – dallo sgombero di una cantina mi arrivarono tre stampe numerate di Andy Warhol che andarono in vendita a 5mila euro l’una. E un’altra volta – prosegue – un cliente venne per sbarazzarsi di un vecchio quadro: era una tela della scuola di Francesco Barbieri (detto il Guercino, ndr)». Tutti i beni che varcano la soglia di “Cose d’altre case” rientrano nella catena del consumo, realizzando nella pratica quella logica del riciclo che in quegli spazi è un vero e proprio mantra: lo si trova nei simboli giganti, ma anche nelle scaffalature per l’esposizione, tutte rigorosamente in cartone compresso.

L’impresa di Marco Ziino insomma ha centrato l’obbiettivo e si gode il suo successo, senza perdere però quell’attenzione al sociale che ne ha caratterizzato gli inizi. Così, anche la crisi di questi anni l’imprenditore si sforza di leggerla nei dati della sua clientela: «Le vendite non sono calate – dice – ma è cambiato completamente il tipo di oggetto ricercato», Ad esempio, spiega Ziino, «il feticcio del passato e l’antiquariato restano oggi a lungo invenduti, mentre vanno a ruba gli elettrodomestici recenti, i mobili e i vestiti». Che però, in quei capannoni dove regnano ordine e pulizia, non hanno mai l’aria di una seconda scelta, semmai i contorni di una fiaba, di una storia lontana interrotta a un certo punto e pronta, magicamente, a ricominciare.

Tiesto mattatore dei vacanzieri

CLUBBING
La star olandese guida la sfilata di dj in arrivo in Riviera per il Ferragosto: Cocoricò, Baia Imperiale, Villa delle Rose e Echoes si contendono i clienti a suon di grandi nomi

dj TiestoDi crisi, nel settore del divertimentificio rivierasco, si parla da tempo. E i sintomi, in effetti, sono sotto gli occhi di tutti: il “mitico” Paradiso, la storica disco riminese aperta nel 1957, ha chiuso definitivamente i battenti a inizio stagione, dopo l’ultimo “disperato” tentativo di un cambio di gestione. E, analogamente, al posto del “vecchio” Echoes di Misano (diventato ora “inquilino” del Prince) in mappa si progettano villette. Insomma, per dirla in termini “commerciali”, la torta (cioè la capacità di spesa dei turisti) sembra essersi fatta decisamente più piccola, ergo è indispensabile ridurre il numero dei commensali. Ma Ferragosto, per le storiche disco della riviera, è un banco di prova ineludibile, l’occasione d’oro per mettere in mostra il proprio smalto oltre che per far quadrare i conti di stagione, visto che, nell’euforia della festa, anche il vacanziero più accorto si lascia scucire qualche euro in più. Avanti quindi con la tradizionale sfilata di grandi nomi della consolle, tutti assoldati (con cachet da capogiro) dai monumentali club della riviera per questo testa a testa di mezza estate.

Cocoricò

CocoricòProgrammazione “esplosiva” all’inossidabile Cocoricò di Riccione, uno dei club che meno ha risentito della crisi e che già stasera sfoggia in piramide il talento di Richie Hawtin assieme ad altri artisti della scuderia Minus. Appena un “warm up” in vista della maratona in programma per la notte del 14: dodici ore consecutive, da mezzanotte a mezzogiorno, per ascoltare in piramide i ritmi di Luciano e del “padrone di casa” Ralf. Poi, per la serata del 15, il “Cocco” si gioca l’asso e affida i piatti a dj Tiesto, la star olandese famosa in tutto il mondo e capace di richiamare vere e proprie adunate di giovani al suo cospetto. All’indomani, infine, ci si “riposa” (si fa per dire) con Erick Morillo

Baia Imperiale

Baia ImperialeLa Baia Imperiale di Gabicce, invece, scalda i motori domani sera con Joe T Vannelli, per poi surriscaldarli il 14 notte con il party in collaborazione con l’ Amnesia di Ibiza e animato dalla presenza di Rocco Siffredi. Ed è solo la prima parte: all’indomani, sempre alla Baia, è in programma un altro party in stile Baleari, questa volta in collaborazione con La Troya.

Echoes

EchoesPunta sul tedesco Mathias Kaden, invece, la programmazione del 14 notte dell’Echoes, che per il 15 non ha badato ha spese: l’inossidabile Frankie Knuckles, Anja Schneider, Dan Ghenacia, Simon Baker, Sasha, Dirty Channels, Luca Agnelli, Massimino Lippoli, Flavio Vecchi sono solo alcuni dei nomi previsti nella “Parade” in programma nei locali del Prince per il party di mezza estate. E all’indomani l’immancabile appuntamento col “Magic Monday”, affidato al parigino David Guetta.

Villa delle Rose

Porta il marchio Hed Candy, poi, il 14 notte alla Villa delle Rose di Misano, che per il 15, come gli altri, guarda oltreconfine e scommette sulla classe di Martin Solveig.

LA SCHEDA/1
Discoteche in sofferenza, i giovani fanno altre scelte
Meglio party estemporanei e i locali senza ticket d’entrata. Parlano gli operatori del settore dell’intrattenimento attivi nel circuito romagnolo

La moda del momento è quella di organizzare serate con ospiti importanti in location inusuali: riscoprire posti e situazioni diverse dalla disco, dove portare però un evento da discoteca. Che ormai ha perso il richiamo di qualche anno fa. Rimini e Riccione forse sono ancora al top del divertimentificio notturno italiano, ma debbono adattarsi alle nuove tendenze. «Per molti locali i guadagni scarseggiano: in questi mesi alcuni sono chiusi e altri hanno avuto difficoltà a pagare i dipendenti (lo storico Paradiso non è riuscito a risollevarsi nonostante diversi cambi di gestione – ndr)», spiega Davide Nicolò, trend setter e già pierre di locali italiani e stranieri, che vede la situazione piuttosto grigia, anche se con qualche eccezione. «Quelli che ce la fanno sono i locali dei grandi numeri, tipo la Baia Imperiale di Gabicce Monte», già in territorio marchigiano, dove in effetti ogni notte sbarcano decine di pullman di adolescenti per le star o i personaggi famosi di passaggio, da Boy George a Fabrizio Corona. «I locali in collina – aggiunge Nicolò – soffrono: si salvano il Cocoricò, il Peter Pan e la Villa delle Rose, grazie alla buona gestione. Mentre tengono quelli del Marano (tra Rimini e Riccione, locali sulla spiaggia dove non si paga ingresso), grazie alla politica del “free”. Vanno bene il Carnaby e il Life, proprio come negli anni ‘60 e ‘70. Ma non esiste più in riviera un pubblico all’avanguardia come negli anni ’80 e ‘90. Mancano idee e professionalità, e dovremmo metterci tutti attorno a un tavolo per rilanciare il mondo della notte. E senza vivere le restrizioni legislative su orari e alcol come una guerra della politica al turismo». La Baia Imperiale di fatto è l’unico locale aperto tutti i giorni in luglio e agosto, come capitava una volta. Il Cocoricò punta su grande consolle, sound e i dj internazionali. Ma molti turisti si spostano poco e sempre più spesso nelle località limitrofe ai grandi centri di moda, che costano meno. La riviera, sottolineano gli addetti al settore, deve valorizzare ulteriormente l’entroterra. Ma bisognerebbe migliorare i servizi, incrementarli, rendere la costa più facilmente raggiungibile e con costi minori. Per Sabrina Campanella, addetta stampa del parco Oltremare e di alcuni locali, «in tema di trend, Riccione si riconferma punto di riferimento lanciando la vacanza low-cool, ovvero un’estate ancora al massimo ma a basso impatto economico. La moda ora è uscire a budget zero, scegliendo un locale sulla spiaggia con accesso free e senza obbligo di consumazione». Maria Luisa Bertolini, giornalista di “Rimini Donna” e già pierre del Paradiso all’epoca del mitico proprietario Gianni Fabbri, trova che «la crisi sia data dalla mancanza di professionalità e di figure preparate. La gente esce meno ed oggi la differenza è data dal servizio, dalla cortesia, dal coinvolgimento piacevole, dall’allegria del luogo. Un sorriso, una piccola attenzione verso il cliente, la qualità del prodotto fanno la differenza. Sono regole che non hanno tempo e che Fabbri ha sempre trasferito a tutto il suo personale. Purtroppo oggi è raro ritrovarle». Tra i nuovi locali alla moda, Bertolini segna il Nettuno, ritrovata rotonda di Rimini, dove si mangia e si fa musica dal vivo in una terrazza totalmente ristrutturata in posizione invidiabile, direttamente sulla spiaggia. Ma anche il Coconuts, che con il dirimpettaio bagno Turquoise, costituisce una sorta di minidistretto riminese del divertimento: dal lettino al mare al pranzo in spiaggia; dall’aperitivo ricchissimo alla cena a base di sushi, fino alla notte con gli show burlesque e cubiste che ballano dentro bicchieri giganteschi. Per Antonella Bianchi, addetta stampa del parco Italia in Miniatura, «le situazioni migliori sono quelle alternative alla folla. Io preferisco Riccione Paese, dove è nata spontaneamente una movida con concertini e djset tra piazza e bar, molto piacevole».

LA SCHEDA/2
Consigli sul web: per le riduzioni tappa a viale Ceccarini

“Quanto costa l’ingresso alla disco?”: la domanda imperversa nei forum su internet, segno che il portafoglio, di questi tempi, non si apre più con troppo spensieratezza. Ma acconto ai quesiti, sempre sul web, si incontrano anche preziosi consigli: solitamente gli ingressi si aggirano intorno ai 15 massimo 20 euro; per le donne ci sono riduzioni e spesso omaggi: l’ideale è, prima di andare in disco, fare un salto in viale Ceccarini a Riccione (prima delle 23 perchè poi chiudono le liste), dove si incontrano numerosi pr agguerritissimi nell’accaparrarsi fino all’ultimo clubber. Nel weekend di Ferragosto, però, i prezzi salgono e, ad esempio, la prevendita online per il Cocoricò, già per il party si stsera con Richie Hawtin, costa ben 35 euro. Sconsigliatissimo l’arrivo alla cassa privo di qualsiasi riduzione: il prezzo può rivelarsi da capogiro.

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