Vincenzo Branà

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Gli “Illusi” fanno rinascere l’Italico

LA STORIA
L’avventura di due amici che hanno scelto di far tornare in quel vicolo le atmosfere del “Mundo de noche”. Sarà teatro per concerti e cabaret. Tra gli anni ’80 e ‘90 vi si esibiva Moana Pozzi.

Teatrino ItalicoLa notizia è di quelle che, inevitabilmente, solleticano curiosità: a Bologna riapre il Teatrino Italico. Si chiamerà però Teatrino degli Illusi e non sarà più il palcoscenico per spettacoli a tinte forti che l’ha reso celebre nella memoria di molti bolognesi, bensì rinascerà – già da oggi – nel segno del cabaret, della musica e dello spettacolo dal vivo in genere. L’avventura è quella di Giovanni Cacioppo, volto noto di Zelig, e Massimiliano Princigallo, ex gestore del mitico Naked Urban Cafè di via Mascarella, che ora ha lasciato il posto al Modo Info Cafè. Loro l’idea di recuperare quel palcoscenico chiuso 3 anni fa dalla Questura, che decretò l’epilogo di quello che era diventato il più squallido dei cinema a luci rosse. Ma l’Italico non era sempre stato così, soprattutto non era sempre stato un luogo vocato all’hard. La sua primissima versione, anzi, riscalda il cuore di tanti bolognesi dai capelli bianchi, che ancora ricordano il vecchio raffinatissimo Mundo de Noche. Serve un salto indietro verso gli anni Sessanta, quando il proprietario di quei vani in vicolo Quartirolo, a pochi passi da via Indipendenza, era l’indimenticato Renè: «nell’81 – racconta Modesto Casolari, memoria storica di quella via – ho aperto il Petroniano ed è stato qui che ho rincontrato René (già si erano conosciuti al Mokò, il primo night del dopoguerra che Renè aprì nel Quadrilatero, ndr) che aveva aperto il Mundo de Noche. Era un night di lusso, ci andavano le coppie, le famiglie, la gente che aveva i soldi. C’era musica – ricorda il ristoratore – e le ragazze ballavano ma non si spogliavano. Pensi che René abitava sopra il locale e ci aveva fatto una piscina dentro casa sua». Però Renè – raffinato, eccentrico, chiacchierato gay negli anni in cui il coming out era una rivendicazione per pochi rivoluzionari – nel 1984 morì e dopo un periodo di chiusura il locale fu rilevato dalla coppia Schicchi-Matera, vero e proprio marchio nel mondo dell’hard. Così arrivarono le ragazze facili e gli spettacolini osè, e quello che prima era un luogo da cui mai proveniva fracasso, cominciò da allora a far sentire all’orecchio anche del passante più distratto le urla e gli eccessi del divertimento a tinte forti. Quelli furono anche gli anni della direzione artistica di Moana Pozzi, la celeberrima pornostar che anche in quel vicolo remoto sembra aver lasciato la scia del suo fascino: «Moana era una gran signora – racconta convinto, col cuore rapito, Modesto Casolari – una donna bella dentro e fuori». Mai un eccesso o un’esuberanza, insomma, da quella che proprio in quegli anni stava diventando la star incostrastata del cinema a luci rosse. Al contrario delle altre starlette di passaggio da quelle parti: «Una volta – dice ancora Casolari – una di loro venne a cene praticamente mezza nuda ed ebbe il coraggio di lamentarsi perchè alcuni ragazzi la importunavano mentre lei cercava di mangiare. “Per forza sei nuda, copriti!” le urlai, e le gettai addosso una tovaglia». Moana, invece, era diversa: «Lei era una gran signora – dice Casolari – e sa cosa le dico? Che non è mai morta, anzi magari ora all’estero da qualche parte che si gode la vita. Come Marilyn».

L’hard, però, non portò fortuna a quel teatrino: dopo gli spettacoli dal vivo arrivarono gli anni del cinema per adulti, poi sempre più giù fino all’intervento delle forze dell’ordine e al ritiro di permessi e licenze. Cacioppo e Princigallo, quindi, hanno dovuto fare tutto da capo: «Ci sono voluti due anni di lavori – raccontano – poi i permessi sono arrivati poco fa, improvvisamente». Il risultato, comunque, è dei più convincenti: 450 metri quadri completamente rimessi a nuovo, con belle tappezzerie, bagni, 2 bar e 100 posti a sedere e balconata soppalcata. Il locale sarà aperto dalle 18 alle 2: fino alle 21 ingresso libero e aperitivi, poi arriva il momento dello spettacolo, chiudono i bar e lo spazio diventa un teatro in piena regola. Dopo lo show, poi, ingresso libero nuovamente e cocktail bar in funzione. Il primo weekend è già programmato: stasera spettacolo di cabaret con Bove e Limardi, venerdì Malandrino e Veronica, sabato Stefano Nosei e domenica Domenico Lannuti.

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