Vincenzo Branà

Avatar

Dei fatti, del giornalismo, della cultura lgbtq, di Bologna, della cronaca, della politica e d’altre bazzecole interessanti


Tra grottesco e surreale con Vetrano e Randisi

TEATRO
I due maestri della scena protagonisti della “Serata d’onore” al Chiostro San Martino: un viaggio attraverso le tappe dei 34 anni di sodalizio artistico del duo, dai “Diablogues” a Pirandello

Stefano Randisi e Enzo VetranoTrentaquattro anni sono un traguardo importante per qualsiasi sodalizio: e nel “patto d’arte” che tiene assieme Enzo Vetrano e Stefano Randisi, il tempo – trentaquattro anni, appunto – è come uno scrigno nel quale si sono accumulati tesori e gemme rare, tutti capitoli importanti della nostra storia teatrale. Che i due maestri – siciliani di nascita, bolognesi d’adozione – porteranno in rassegna stasera alle 21,30 sul palcoscenico allestito nel Chiostro di San Martino (ingresso: 7 euro). È dedicata a loro infatti questa nuova “Serata d’onore” della rassegna messa a punto da Libero Fortebraccio teatro: «La “serata d’onore” – osserva Stefano Randisi – è una tradizione antica del teatro in cui il palcoscenico veniva completamente dedicato ad un attore e al suo repertorio. Un’opportunità che ci onora e per la quale ringraziamo Roberto Latini». Certo, trentaquattro anni sono impossibili da racchiudere in un’ora e mezza di spettacolo: «Avremmo potuto portare i testi che scrivevamo e interpretavamo in Sicilia negli anni Ottanta, ma poi il percorso sarebbe stato troppo dispersivo».

Si parte quindi con i Diablogues, i dialoghi surreali di Roland Dubillard che i due portarono in scena per la prima volta ad Asti nel 1994: «Un Beckett popolare – spiega Enzo Vetrano – con un gioco di parole straordinario. Una sorta di “dialogo tra diavoli” – scherza – che con gli anni è diventato quasi autobiografico». «Un momento centrale della nostra carriera – gli fa eco Randisi – una sorta di rinascita dopo anni di teatro di gruppo, un ritorno alle origini recuperando i tratti del nostro “teatro divertente”». Poi ci sarà Totò e Vicè, il testo di Franco Scaldati che i due hanno scelto lo scorso anno per ricordare Leo De Berardinis nello spettacolo allestito all’ex caserma “Sani”. Infine l’omaggio a Pirandello, passando attraverso i numerosi testi del celebre agrigentino che i due hanno portato in scena: Il berretto a sonagli, I giganti della montagna, La giara, La patente. «Quei personaggi – spiega Vetrano – sono tutti parte della mia vita: per vestirne i panni uso le cose mie». Perchè così, i due siciliani, onorano ogni volta l’insegnamento del maestro a loro conterraneo: «Pirandello – dice ancora Vetrano – quando non era contento della prova degli attori diceva loro che dovevano agire “per mosse d’anima”, e la stessa cosa me la ricordo con Leo De Berardinis, che chiedeva di “essere” e non di “fare” i personaggi».

Stefano Randisi ed Enzo Vetrano hanno raccolto grandi soddisfazioni sulla scena: premi innanzitutto (l’ultimo è l’Hystrio, appena pochi mesi fa), palcoscenici importanti, l’apprezzamento costante del pubblico. «Non sembra neanche che recitiate – gli dicono spesso gli spettatori dopo lo spettacolo – siete veri». E per loro questa è una grande soddisfazione: ««L’imitazione è fredda – spiega Enzo Vetrano – fondere corpo e voce nei personaggi, invece, è esplosivo». Ma qualche sogno nel cassetto, nonostante i tanti traguardi tagliati, ce l’hanno anche loro: «Il sogno oggi – dice Stefano Randisi – è trovare il modo per continuare a fare ricerca e per consentire anche alle giovani generazioni di farla». «Che mi continuino a far lavorare come sto facendo – gli fa eco Vetrano – magari portando in scena testi contemporanei, oggi tenuti fuori dai grandi teatri italiani». È un periodo buio questo per l’arte, dicono entrambi. Quasi si stesse realizzando la “profezia” dei Giganti della montagna: «Pirandello lo scrisse durante il fascismo – spiega Vetrano – sentiva qualcosa di terribile che stava per arrivare, vedeva il futuro nero. Nei Giganti la poesia è rifiutata. È un testo sorprendente – conclude amaro – che parla dell’avvenire».

Nessun commento

Lascia un commento
(oppure esegui un trackback dal tuo sito)


Rispondi a “Tra grottesco e surreale con Vetrano e Randisi”

Prima di andartene...

Ci sono molti altri articoli che possono interessarti. Sfoglia gli archivi! Se decidi che il tuo tempo qui è terminato, allora permettimi di invitarti a tornare. E lasciati salutare con un aforisma di Jawaharlal Nehru, fondatore, insieme a Gandhi, dell'India indipendente e democratica...




My status