Vincenzo Branà

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Dei fatti, del giornalismo, della cultura lgbtq, di Bologna, della cronaca, della politica e d’altre bazzecole interessanti


I favolosi anni Ottanta di Margherita Mosconi

MODA VINTAGE
Domenica da Cose d’altre case l’inaugurazione della mostra mercato dedicata alla stilista scomparsa

Margherita MosconiPer Margherita Mosconi la moda era un “vizio” di famiglia: i suoi nonni, già all’inizio del Novecento, erano stati fondatori delle Tessiture Bergamesche, poi passate di mano ai suoi genitori che ne ampliarono l’attività alle confezioni. È quindi quasi per tener fede al proprio dna che Margherita, negli anni Ottanta, conclusi gli studi d’Arte tra Bologna e Firenze e accantonata l’esperienza da modella e indossatrice, decise di dar sfogo alla sua vocazione di stilista, creando una griffe che portava proprio il suo nome.
Margherita Mosconi purtroppo è scomparsa prematuramente nel 2001. Le sue creazioni degli anni delle passerelle, però, sono rimaste conservate e per la prima volta torneranno sotto i riflettori nella mostra mercato che “Cose d’altre case” mette in programma da domenica nella sua sede di via Beverara. Appuntamento, quindi, dopodomani alle 18 per l’evento inaugurale, a cura di Marco Ziino, Paola Santoli Sanmartin, Roberto Mioli.

Da Warhol a Guercino nel bazar dei ricordi

L’IMPRESA
Opere d’arte, feticci e arredamento low cost nelle spaziose corsie di “Cose d’altre case”. L’avvio in un capannone di via Gandolfi, poi a inizio anno il taglio del nastro del megastore in via Beverara

Cose d'altre caseC’è le nuora che vuole liberarsi dei ninnoli della suocera – «o li prendete voi o li butto nel pattume», minaccia -, salvo poi scoprire che tra quei ninnoli c’è pure una statua originale del Minghetti – valore commerciale 2000 euro – che di quella suocera rende il ricordo improvvisamente colmo di gratitudine. Oppure c’è l’anziano con la minima, che per arrivare a fine mese raccoglie oggetti in disuso da cantine e solai, con la speranza di rimetterli sul mercato. E ancora, ci sono gli instancabili del “rinnovamento”, quelli per cui l’obsolescenza si matura già nell’arco di una giornata, oppure – e purtroppo di questi tempi sono tanti – quelli che la crisi li ha centrati in pieno e sono costretti a privarsi del superfluo, se non addirittura dell’utile. È varia ed eterogenea, insomma, l’umanità che si incontra tra le corsie di Cose d’altre Case, l’avventura imprenditoriale di Marco Ziino che calibra in grande il mercato del “second hand”. Ziino ha quasi quarant’anni, lo sguardo sveglio, le mani segnate dal lavoro. E il sorriso orgoglioso di chi a 14 anni è partito da Lipari, nelle Eolie, alla volta di Bologna e ora, 25 anni dopo, corre rapido tra via Gandolfi e via Beverara, dall’uno all’altro dei capannoni in cui ha collocato il suo istrionico mercato. Che trasforma, magicamente, il passato in futuro, sfiorando tanto i capolavori dell’arte quanto le storie difficili di chi, a un certo punto, è costretto a separarsi da ciò che possiede. “Cose d’altre case”, secondo la definizione più comune, è un mercatino dell’usato. Anzi un mercatone, dovremmo dire, considerato che, nato 9 anni fa in via Gandolfi in uno spazio di 800 mq, a inizio anno ha inaugurato la nuova sede di via Beverara sommando all’area della prima altri 2600 mq. E si cresce ancora se si mette nel conto anche il punto vendita in franchising in via Cesari a Modena, attivo ormai da qualche anno. E se agli inizi la squadra era composta solo da Marco e di altri due sue amici, ora a libro paga di “Cose d’altre case” si contano ben 27 dipendenti: una crescita vertiginosa, di questi tempi praticamente una rarità.

“Oggi è tuo domani e mio”: questa è la logica semplice che anima i tanti visitatori dei due megastore, tutti tesserati – e sono 34.000 in tutto solo quelli della sede pioniera di via Gandolfi – per adempiere ai controlli che la questura ritiene necessari nel commercio degli oggetti usati. C’è chi vende e c’è chi compra, chi va a caccia del feticcio, chi invece cerca la via per risparmiare un po’ scartando l’ultima generazione degli oggetti a favore di quelle passate, ancora in grado di assolvere al loro compito. Il set da giardino in ferro, le belle credenze in stile veneziano, le lampade Liberty, i tavoli in cristallo degli arredi anni Settanta. E ancora: le vecchie radio, i giradischi e perfino i grammofoni, fino agli impianti hi-fi smessi dopo poco e ancora in attesa de cd da far girare. Poi accessori, soprammobili, abiti e addirittura opere d’arte: «Una volta – racconta Ziino – dallo sgombero di una cantina mi arrivarono tre stampe numerate di Andy Warhol che andarono in vendita a 5mila euro l’una. E un’altra volta – prosegue – un cliente venne per sbarazzarsi di un vecchio quadro: era una tela della scuola di Francesco Barbieri (detto il Guercino, ndr)». Tutti i beni che varcano la soglia di “Cose d’altre case” rientrano nella catena del consumo, realizzando nella pratica quella logica del riciclo che in quegli spazi è un vero e proprio mantra: lo si trova nei simboli giganti, ma anche nelle scaffalature per l’esposizione, tutte rigorosamente in cartone compresso.

L’impresa di Marco Ziino insomma ha centrato l’obbiettivo e si gode il suo successo, senza perdere però quell’attenzione al sociale che ne ha caratterizzato gli inizi. Così, anche la crisi di questi anni l’imprenditore si sforza di leggerla nei dati della sua clientela: «Le vendite non sono calate – dice – ma è cambiato completamente il tipo di oggetto ricercato», Ad esempio, spiega Ziino, «il feticcio del passato e l’antiquariato restano oggi a lungo invenduti, mentre vanno a ruba gli elettrodomestici recenti, i mobili e i vestiti». Che però, in quei capannoni dove regnano ordine e pulizia, non hanno mai l’aria di una seconda scelta, semmai i contorni di una fiaba, di una storia lontana interrotta a un certo punto e pronta, magicamente, a ricominciare.

Tiesto mattatore dei vacanzieri

CLUBBING
La star olandese guida la sfilata di dj in arrivo in Riviera per il Ferragosto: Cocoricò, Baia Imperiale, Villa delle Rose e Echoes si contendono i clienti a suon di grandi nomi

dj TiestoDi crisi, nel settore del divertimentificio rivierasco, si parla da tempo. E i sintomi, in effetti, sono sotto gli occhi di tutti: il “mitico” Paradiso, la storica disco riminese aperta nel 1957, ha chiuso definitivamente i battenti a inizio stagione, dopo l’ultimo “disperato” tentativo di un cambio di gestione. E, analogamente, al posto del “vecchio” Echoes di Misano (diventato ora “inquilino” del Prince) in mappa si progettano villette. Insomma, per dirla in termini “commerciali”, la torta (cioè la capacità di spesa dei turisti) sembra essersi fatta decisamente più piccola, ergo è indispensabile ridurre il numero dei commensali. Ma Ferragosto, per le storiche disco della riviera, è un banco di prova ineludibile, l’occasione d’oro per mettere in mostra il proprio smalto oltre che per far quadrare i conti di stagione, visto che, nell’euforia della festa, anche il vacanziero più accorto si lascia scucire qualche euro in più. Avanti quindi con la tradizionale sfilata di grandi nomi della consolle, tutti assoldati (con cachet da capogiro) dai monumentali club della riviera per questo testa a testa di mezza estate.

Cocoricò

CocoricòProgrammazione “esplosiva” all’inossidabile Cocoricò di Riccione, uno dei club che meno ha risentito della crisi e che già stasera sfoggia in piramide il talento di Richie Hawtin assieme ad altri artisti della scuderia Minus. Appena un “warm up” in vista della maratona in programma per la notte del 14: dodici ore consecutive, da mezzanotte a mezzogiorno, per ascoltare in piramide i ritmi di Luciano e del “padrone di casa” Ralf. Poi, per la serata del 15, il “Cocco” si gioca l’asso e affida i piatti a dj Tiesto, la star olandese famosa in tutto il mondo e capace di richiamare vere e proprie adunate di giovani al suo cospetto. All’indomani, infine, ci si “riposa” (si fa per dire) con Erick Morillo

Baia Imperiale

Baia ImperialeLa Baia Imperiale di Gabicce, invece, scalda i motori domani sera con Joe T Vannelli, per poi surriscaldarli il 14 notte con il party in collaborazione con l’ Amnesia di Ibiza e animato dalla presenza di Rocco Siffredi. Ed è solo la prima parte: all’indomani, sempre alla Baia, è in programma un altro party in stile Baleari, questa volta in collaborazione con La Troya.

Echoes

EchoesPunta sul tedesco Mathias Kaden, invece, la programmazione del 14 notte dell’Echoes, che per il 15 non ha badato ha spese: l’inossidabile Frankie Knuckles, Anja Schneider, Dan Ghenacia, Simon Baker, Sasha, Dirty Channels, Luca Agnelli, Massimino Lippoli, Flavio Vecchi sono solo alcuni dei nomi previsti nella “Parade” in programma nei locali del Prince per il party di mezza estate. E all’indomani l’immancabile appuntamento col “Magic Monday”, affidato al parigino David Guetta.

Villa delle Rose

Porta il marchio Hed Candy, poi, il 14 notte alla Villa delle Rose di Misano, che per il 15, come gli altri, guarda oltreconfine e scommette sulla classe di Martin Solveig.

LA SCHEDA/1
Discoteche in sofferenza, i giovani fanno altre scelte
Meglio party estemporanei e i locali senza ticket d’entrata. Parlano gli operatori del settore dell’intrattenimento attivi nel circuito romagnolo

La moda del momento è quella di organizzare serate con ospiti importanti in location inusuali: riscoprire posti e situazioni diverse dalla disco, dove portare però un evento da discoteca. Che ormai ha perso il richiamo di qualche anno fa. Rimini e Riccione forse sono ancora al top del divertimentificio notturno italiano, ma debbono adattarsi alle nuove tendenze. «Per molti locali i guadagni scarseggiano: in questi mesi alcuni sono chiusi e altri hanno avuto difficoltà a pagare i dipendenti (lo storico Paradiso non è riuscito a risollevarsi nonostante diversi cambi di gestione – ndr)», spiega Davide Nicolò, trend setter e già pierre di locali italiani e stranieri, che vede la situazione piuttosto grigia, anche se con qualche eccezione. «Quelli che ce la fanno sono i locali dei grandi numeri, tipo la Baia Imperiale di Gabicce Monte», già in territorio marchigiano, dove in effetti ogni notte sbarcano decine di pullman di adolescenti per le star o i personaggi famosi di passaggio, da Boy George a Fabrizio Corona. «I locali in collina – aggiunge Nicolò – soffrono: si salvano il Cocoricò, il Peter Pan e la Villa delle Rose, grazie alla buona gestione. Mentre tengono quelli del Marano (tra Rimini e Riccione, locali sulla spiaggia dove non si paga ingresso), grazie alla politica del “free”. Vanno bene il Carnaby e il Life, proprio come negli anni ‘60 e ’70. Ma non esiste più in riviera un pubblico all’avanguardia come negli anni ’80 e ‘90. Mancano idee e professionalità, e dovremmo metterci tutti attorno a un tavolo per rilanciare il mondo della notte. E senza vivere le restrizioni legislative su orari e alcol come una guerra della politica al turismo». La Baia Imperiale di fatto è l’unico locale aperto tutti i giorni in luglio e agosto, come capitava una volta. Il Cocoricò punta su grande consolle, sound e i dj internazionali. Ma molti turisti si spostano poco e sempre più spesso nelle località limitrofe ai grandi centri di moda, che costano meno. La riviera, sottolineano gli addetti al settore, deve valorizzare ulteriormente l’entroterra. Ma bisognerebbe migliorare i servizi, incrementarli, rendere la costa più facilmente raggiungibile e con costi minori. Per Sabrina Campanella, addetta stampa del parco Oltremare e di alcuni locali, «in tema di trend, Riccione si riconferma punto di riferimento lanciando la vacanza low-cool, ovvero un’estate ancora al massimo ma a basso impatto economico. La moda ora è uscire a budget zero, scegliendo un locale sulla spiaggia con accesso free e senza obbligo di consumazione». Maria Luisa Bertolini, giornalista di “Rimini Donna” e già pierre del Paradiso all’epoca del mitico proprietario Gianni Fabbri, trova che «la crisi sia data dalla mancanza di professionalità e di figure preparate. La gente esce meno ed oggi la differenza è data dal servizio, dalla cortesia, dal coinvolgimento piacevole, dall’allegria del luogo. Un sorriso, una piccola attenzione verso il cliente, la qualità del prodotto fanno la differenza. Sono regole che non hanno tempo e che Fabbri ha sempre trasferito a tutto il suo personale. Purtroppo oggi è raro ritrovarle». Tra i nuovi locali alla moda, Bertolini segna il Nettuno, ritrovata rotonda di Rimini, dove si mangia e si fa musica dal vivo in una terrazza totalmente ristrutturata in posizione invidiabile, direttamente sulla spiaggia. Ma anche il Coconuts, che con il dirimpettaio bagno Turquoise, costituisce una sorta di minidistretto riminese del divertimento: dal lettino al mare al pranzo in spiaggia; dall’aperitivo ricchissimo alla cena a base di sushi, fino alla notte con gli show burlesque e cubiste che ballano dentro bicchieri giganteschi. Per Antonella Bianchi, addetta stampa del parco Italia in Miniatura, «le situazioni migliori sono quelle alternative alla folla. Io preferisco Riccione Paese, dove è nata spontaneamente una movida con concertini e djset tra piazza e bar, molto piacevole».

LA SCHEDA/2
Consigli sul web: per le riduzioni tappa a viale Ceccarini

“Quanto costa l’ingresso alla disco?”: la domanda imperversa nei forum su internet, segno che il portafoglio, di questi tempi, non si apre più con troppo spensieratezza. Ma acconto ai quesiti, sempre sul web, si incontrano anche preziosi consigli: solitamente gli ingressi si aggirano intorno ai 15 massimo 20 euro; per le donne ci sono riduzioni e spesso omaggi: l’ideale è, prima di andare in disco, fare un salto in viale Ceccarini a Riccione (prima delle 23 perchè poi chiudono le liste), dove si incontrano numerosi pr agguerritissimi nell’accaparrarsi fino all’ultimo clubber. Nel weekend di Ferragosto, però, i prezzi salgono e, ad esempio, la prevendita online per il Cocoricò, già per il party si stsera con Richie Hawtin, costa ben 35 euro. Sconsigliatissimo l’arrivo alla cassa privo di qualsiasi riduzione: il prezzo può rivelarsi da capogiro.

Prostituzione, l’ordinanza spacca l’Idv

IL CASO
La vicesindaco sta con Fiorini. Ma Franco Grillini bacchetta: «Quella norma è illegittima, non è nelle corde dell’Idv»

prostitutaDa una parte Simona Mastrocinque, tessera Idv e fascia di vicesindaco a Zola Predosa, nel Bolognese. Dall’altra Franco Grillini, stessa tessera, una carriera da parlamentare alle spalle, un presente da eletto nel parlamentino della Regione Emilia Romagna. In mezzo la discussa ordinanza anti-prostituzione che il sindaco di Zola, il democratico Stefano Fiorini, ha messo a regime nel proprio territorio: un giro di vite inedito, che reitera la logica del mai approvato ddl Carfagna ( “multa” a cliente e prostituta), scandendo con precisione la lista dei “divieti”, tra i quali figura perfino quello di rivolgere parola alle “lucciole”.
Mastrocinque sta col suo sindaco: «In attesa di un segnale più forte da parte del Governo – dice – i Comuni devono intervenire come possono con la repressione della prostituzione e soprattutto con progetti di recupero attraverso le unità di strada, proprio come sta facendo il Comune di Zola Predosa». Grillini, invece, di quell’ordinanza non ne vuole proprio sentire parlare: «È totalmente illegittima – dice – e fare ordinanze illegittime non è nelle corde di un partito come l’Italia dei Valori». Insomma la divergenza diventa una vera e propria spaccatura, che ricalca quella già tracciata dal dibattito dei giorni scorsi (Verdi contro, tutti gli altri – da Pd a Lega – a favore) ma che questa volta si consuma tutta in casa dei dipietristi.

Vicesindaco in strada

Simona MastrocinqueLa vicesindaco Simona Mastrocinque prende parola dopo aver partecipato l’altra notte ad un pattugliamento in borghese con la polizia municipale nella zona industriale di Zola Predosa. Obbiettivo: verificare il rispetto della tanto discussa ordinanza “anti-prostituzione” del sindaco Fiorini. «Abbiamo incontrato solo tre transessuali – racconta – i continui passaggi di volanti di polizia e carabinieri inibivano fortemente il fenomeno». Che però, a detta della vice di Fiorini, non è mai stato allarmante: «Non ho mai notato a Zola un numero elevato di “lucciole” – dice – le forze dell’ordine nella zona hanno censito soltanto 23 transessuali». Ma anche se l’allarme non è alto a Zola è scattata l’ordinanza: «Maroni scarica sui sindaci la gestione della sicurezza e dell’ordine pubblico». E i sindaci, in qualche modo, devono occuparsene. «La soluzione – prosegue – sarebbe una legge nazionale che mettesse ordine nella materia». E di seguito: «Il tema dovrebbe essere affrontato senza pregiudizi e ipocrisie, cercando di tutelare l’essere umano prima di tutto, e cercando una soluzione decisiva a violenza e sfruttamento delle donne. In attesa di un segnale più forte da parte del Governo, i Comuni devono intervenire come possono». Con la repressione da un lato ma anche con dei servizi sulla strada: «Da anni a Zola è attivo il progetto Artemide – spiega la dipietrista – di cui la nostra amministrazione comunale è stata a lungo capofila». «Il servizio – prosegue – mette in azione una rete di unità di strada con volontari e psicologi. Inoltre – conclude – sosteniamo le attività della Casa delle donne». Nel merito, però, le forze di sinistra – i Verdi ad esempio – bocciano sonoramente l’ordinanza e puntano il dito contro uno stile che definiscono «proibizionista a tolleranza zero». «L’attacco dei Verdi fa sorridere – replica Simona Mastrocinque – hanno avuto per anni un vicesindaco in Giunta e non ha mai portato soluzioni al problema».
L’altra notte, racconta la “numero due” di Stefano Fiorini, durante il suo “pattugliamento” sono stati multati due clienti, «e altri – assicura – sono stati sanzionati nei giorni precedenti, dopo l’entrata in vigore dell’ordinanza». Insomma, i numeri non sembrano destinati a diventare quelli del passato provvedimento – solo 7 multe in 10 mesi – anche se le risorse umane messe in campo non cambieranno: «Il Comune ha le sue forze – spiega l’assessore – prima e dopo l’ordinanza restano le stesse».

L’ex deputato non ci sta

Franco GrilliniFranco Grillini, ex parlamentare, leader storico di Arcigay e oggi capogruppo in Regione dell’Idv, non riesce proprio a sottoscrivere la posizione della collega di partito zolese. Lui, d’altronde, il tema della prostituzione lo affrontò in prima persona durante il suo mandato a Montecitorio: «Nel 2004 – racconta – consegnai una proposta di legge ispirata alla massima liberalizzazione della prostituzione, abolendo i reati di favoreggiamento e adescamento sanciti dalla legge Merlin». E in quello stesso anno, ricorda, portò avanti da solo una tenace azione di ostruzionismo al disegno di legge firmato da Stefania Prestigiacomo: «Ogni volta che arrivava in aula – dice – mi prenotavo per intervenire e parlavo per almeno un’ora». Sull’ordinanza di Stefano Fiorini, quindi, l’ex deputato interviene senza mezze misure: «Sacrosanta la lotta alla tratta – chiarisce – ma quel provvedimento ci fa tornare a prima delle legge Merlin». «È nella disponibilità di un Comune – si chiede il consigliere regionale – stabilire a chi si possa rivolgere parola? Oppure quale mezzo di trasporto io possa utilizzare?». Così, dice Grillini, «si infierisce su persone che vivono già sotto ricatto». Non solo: «Il provvedimento sposta il divieto dalle azioni alle persone», dice Grillini. Che alla fine, perciò, conclude: «Quell’ordinanza è totalmente illegittima».

LA SCHEDA
Vietato parlare e salire in auto: ecco cosa dice il provvedimento da 7 giorni esecutivo in 32 strade di Zola

Se da un lato l’ordinanza firmata dal sindaco di Zola Predosa, Stefano Fiorini (Pd), vieta di «contrattare prestazioni sessuali», dall’altro lato non autorizza «comportamenti che per l’atteggiamento o l’abbigliamento manifestino inequivocabilmente l’intenzione di adescare o esercitare l’attività di meretricio di offendere la pubblica decenza». Insomma, se i clienti non potranno più parlare alle prostitute, queste ultime a loro volta (oltre a non poter più indossare abiti succinti) non potranno «ostacolare il transito dei veicoli», né «prendere contatti verbali con i conducenti». Ma c’è di più: non potranno «salire a bordo dei veicoli» che si fermano nei paraggi, né «scendere dai veicoli» con cui sono giunte nel luogo di stazionamento. Fanno eccezione, a questo proposito, i «mezzi di trasporto pubblico di cui abbiano correttamente fruito». Ai clienti, invece, è vietato «effettuare manovre di fermata in prossimità di persone che esercitano attività di meretricio», parlare con loro, farle salire a bordo e accompagnarle nei «luoghi abituali di stazionamento». Inoltre, si legge ancora nell’ordinanza, «è vietato intrattenersi e appartarsi su qualsiasi parte del territorio del Comune di Zola Predosa». Chi viene sorpreso a trasgredire l’ordinanza (esecutiva dal 30 luglio scorso e che riguarda 32 strade del territorio comunale), va incontro a una «sanzione amministrativa pecuniaria per la quale è consentito il pagamento in misura ridotta di 300 euro». Questo non esime chi viene trovato in flagranza dalle sanzioni penali e amministrative previste dalla legge.

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