Vincenzo Branà

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Anche Suf! si interroga sulla strage

L’ANNIVERSARIO
Il manifesto del 2 agosto porta la firma di Cuoghi e Corsello. La bimba writer, icona onirica del duo creativo, spalanca gli occhi sbigottita

Cuoghi e Corsello - 2 agostoSuf! ha occhi e orecchie grandi, è tutta nera, su sfondo bianco, e sulla fronte ha un punto interrogativo rosso. È netta, nitida, si vede da lontano. Poco sotto, la scritta “Per non dimenticare”. Porta la firma di Cuoghi e Corsello il manifesto realizzato dal Comitato di solidarietà alle vittime delle stragi per la celebrazione del 2 agosto. Ed è Suf! il personaggio che i due creativi hanno pescato dal loro immaginario onirico per ricordare quelle tante vittime dopo trent’anni ancora senza giustizia. «Suf! – spiega Monica Cuoghi – è una bambina che vuole imparare a fare i graffiti ed essendo negata vuol diventare almeno SUFficente» «Ha un viso spaesato e strano – aggiunge – è una bambina ingenua». E che si interroga, come tutti noi, su quanto accadde a Bologna trent’anni fa: «È solo una bambina, nata all’inizio del nuovo millennio, nel 2001- spiega l’artista – e non capisce perchè accada tutto questo nell’umanità». «All’immagine – prosegue Monica Cuoghi – ho aggiunto il punto interrogativo, che rivela la complessità e la negata chiarezza di quello che è successo; ma il puntino cade proprio sulla sua fronte, come un terzo occhio che guarda oltre e saprà vedere». L’incontro tra Suf! e la bomba avviene quasi per caso: «stavo lavorando sul personaggio di Suf! – spiega Cuoghi – dopo molto tempo che non la disegnavo, quando Gianfranco Maraniello (direttore del Mambo, ndr) ci ha chiesto di pensare a qualcosa per il manifesto sul trentesimo anniversario della strage della stazione. Guardando l’espressione attonita, perplessa di Suf! mi è sembrata adattissima per rappresentare l’inquietudine lo stupore che il ricordo di questo avvenimento sollecita, il suo sguardo spalancato è perso nel vuoto, assente, ma nello stesso tempo è anche molto presente, può sembrare allarmato, stupito, oppure appiattito, lontano, è uno sguardo ingenuo di una bambina che guarda il mondo ma è saggia, la sua paura è vinta dall’indifferenza, ma spalanca gli occhi per guardarlo il mondo».
Anche Monica Cuoghi, di quel 2 agosto di 30 anni fa, ha un ricordo molto nitido: «Avevo 15 anni e un fidanzatino bolognese. Lo incontrai quella sera: la mattina si trovava in stazione, poco prima della bomba. Voleva prendere qualcosa al bar, quindi preferì spostarsi verso il centro. e proprio mentre si allontanava, quand’era già lontano dal piazzale, sentì il boato: si girò e stava crollando tutto».

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