Vincenzo Branà

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L’arte e l’amore di Teresio e Teanna

LA STORIA
Da quando lei morì, nel 1993, lui prese a commissionare suoi ritratti a importanti pittori. Così si è formata la collezione Arcangeli, da domani in mostra alla Rocca di Dozza.

Tano Pisano,Teanna, 2003 Si intrecciano arte e tanto amore nella storia di Teresio e Teanna Arcangeli. Ed è proprio l’arte, oggi che Teresio e Teanna non ci sono più, a custodirne il ricordo, che da domani si potrà ripercorrere nelle stanze della Rocca di Dozza, nell’imolese, dove è giunta – per ora in un allestimento temporaneo, in attesa che si concluda la ristrutturazione del castello – l’intera collezione di tele di Teresio Arcangeli. Opere che hanno tutte una caratteristica comune, quella di avere come unico soggetto, in pose ed espressioni differenti, Teanna. Nei tratti e nelle interpretazioni di tanti importanti autori contemporanei – Nani Tedeschi, Maria Paola Forlani, Norma Mascellani, Vera Tait, Riccardo Ghiribelli, Alfonso Frasnedi, Xurxo Martino Costa Pérez, Tano Pisano, Pietro Lenzini, Ghesine Arpsstorico – scorre l’amoroso omaggio che Teresio ha dedicato dal 1993 (anno della morte di Teanna) al 2007 alla memoria dell’amata consorte.

Teresio e Teanna, entrambi imolesi, si erano conosciuti negli anni Cinquanta: proprio in quel periodo lui aveva rilevato la Cartolibreria Farini a Bologna, all’angolo tra l’omonima via e vicolo del Cane, nei pressi dello storico caffè Zanarini. Un’avventura intrapresa con i fratelli per esportare al di fuori del circondario imolese la storica attività di famiglia, avviata a fine Ottocento da nonno Antonio. Cartolibreria e rilegatura: di questo si occupavano gli Arcangeli, parte di loro ancora oggi nel magazzino “C.Arcangeli e figli” sulla via Emilia. Teresio in particolare, nella sua bottega bolognese, si era specializzato negli articoli da scrivania più raffinati, e nei sotterranei, nel frattempo, tramandava l’arte della rilegatura e delle incisioni, da sempre orgoglio della famiglia Arcangeli. Teanna, diventata presto una degli Arcangeli, fu coinvolta dal marito nel lavoro della bottega, diventando l’abile e cordiale negoziante che per anni ha caratterizzato quella rivendita del centro storico. Vivevano a Dozza, Teresio e Teanna, e ogni giorno assieme raggiungevano il capoluogo dove – lei al piano terra, lui nei sotterranei – raccoglievano le soddisfazioni del lavoro. Cominciando a coltivare, nel frattempo, una passione per gli oggetti d’arte, a partire da quelli rari e antichi che giungevano nelle loro vetrine o nel laboratorio e che presto Teresio e Teanna presero a collezionare.

Nel 1993, purtroppo, una lunga malattia portò via Teanna Arcangeli, allora poco più che cinquantenne. Teresio, uomo silenzioso e riservato, ne soffrì tantissimo, e da allora non volle nessun’altra donna al suo fianco. Scelse, piuttosto, di circondarsi di tante Teanna, figlie dell’amore per l’arte che insieme, loro due, avevano iniziato a coltivare. Teresio Arcangeli, perciò, approfittando delle celeberrima Biennale del Muro dipinto di Dozza, iniziò ad avvicinare le importanti firme dell’arte che la rassegna portava nell’imolese: a ogni pittore consegnava una foto diversa della moglie e commissionava il ritratto. Che, una volta ultimato, avrebbe aggiunto a quelli già appesi a casa sua. Il tutto senza clamori, quasi sottovoce: «Vedevamo le nuove opere quand’arrivavano a casa dello zio. – racconta il nipote Davide Arcangeli – A quel punto lui ci consegnava una cartolina con la riproduzione del ritratto e la firma dell’artista». Negli anni Teresio riuscì a reiterare la commissione anche ad artisti al di fuori della kermesse dozzese, mettendo assieme una collezione di oltre venti tele.

Due anni fa, all’età di settantacinque anni, Teresio Arcangeli ha raggiunto l’amata Teanna: solo allora la sua collezione si è rivelata in tutto il suo splendore. I suoi eredi, rispettandone le volontà, donarono al Comune di Dozza il nucleo dei ritratti di Teanna, che domani verranno presentati per la prima volta alla cittadinanza in un’esposizione. All’inaugurazione interverranno il sindaco di Dozza Antonio Borghi, i familiari di Teresio Arcangeli ed alcuni artisti che hanno eseguito le opere esposte, fra cui Alfonso Frasnedi.

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