<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Busarello s&#8217;arrabbia</title>
	<atom:link href="http://www.vincenzobrana.it/2008/07/30/bologna/busarello-s-arrabbia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.vincenzobrana.it/2008/07/30/bologna/busarello-s-arrabbia/</link>
	<description>Dei fatti, del giornalismo, della cultura lgbtq, di Bologna, della cronaca, della politica e d'altre bazzecole interessanti</description>
	<lastBuildDate>Tue, 24 May 2011 22:14:31 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<item>
		<title>Di: Graziella Bertozzo</title>
		<link>http://www.vincenzobrana.it/2008/07/30/bologna/busarello-s-arrabbia/comment-page-1/#comment-12</link>
		<dc:creator>Graziella Bertozzo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 08:09:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.vincenzobrana.it/?p=124#comment-12</guid>
		<description>Avevo scritto direttamente all&#039;autore di questo blog, ma posto anche qui la mia risposta allo &quot;scoop&quot; su Renato Busarello:

In relazione al post presente sul suo sito (http://www.vincenzobrana.it/) dal titolo “”Busarello alla corte di Cofferati”, visto che tira in ballo anche il mio nome, vorrei farle presenti un paio di cose.
Come lascia intuire da quanto scrive, è al corrente dell’arresto che ho subito durante il Pride, e quindi ben sa come questo fatto abbia reso palese un conflitto all’interno di quello che fu il movimento lgbt: da un lato chi ritiene che la miglior strategia in tempi pericolosi sia quella di uniformarsi ad un paese che sta “timbrando” le soggettività diverse ed affermare quindi che gay, lesbiche e trans non sono divers*, dall’altro chi (come me e come Renato Busarello, ad esempio) ritiene di combattere apertamente per un mondo dove le diversità, tutte, siano ricchezze e non un “disturbo al manovratore” da annullare.
Non mi importa, in questo momento, la sua collocazione all’interno di questo conflitto, ma mi interessa piuttosto farle presente che leggere questa differenziazione, che va prendendo corpo e visibilità, come “istituzionali” da una parte e “anti-istituzionali” dall’altra è fuorviante.
Vede, signor Branà, denunciare le istituzioni quando sono succubi delle pressioni di chi ha potere economico e mediatico non significa essere anti-istituzionali. Anzi, significa avere a cuore l’indipendenza delle istituzioni, e quindi la loro stessa esistenza.
Quello che lei ritiene uno “scoop” con cui additare Renato Busarello come un “arrampichino”, in realtà è una notizia che i compagni e le compagne di Renato conoscono bene: Renato ha partecipato ad un bando di mobilità, con altre decine di dipendenti comunali, quale egli è.
Non saper distinguere fra chi nel Comune di Bologna lavora per vivere, con un regolare contratto di lavoro, ottenuto superando un regolare concorso pubblico, e chi invece in quel medesimo Comune svolge un’attività politica, che dia o meno origine a dei rimborsi spese, dimostra una scarsa conoscenza dei meccanismi istituzionali. Non distinguere fra un assessore comunale e l’impiegato (o anche il dirigente…) che lavora nell’ufficio diretto politicamente da quell’assessore, significa pensare che il Comune di Bologna non abbia una propria organizzazione interna ma sia in balia di arrampicatori sociali di ogni sorta e risma. Sicuramente c’è chi tenta questa via, ma non è certo questo il caso. 
Signor Branà, anch’io lavoro in una pubblica amministrazione, e il ministero per cui lavoro è retto da un ministro di Forza Italia. Questo significa che io faccio il doppio gioco? Che di giorno sono una servitrice del denaro berlusconiano e di notte (o ai pride…) fintamente di sinistra? E se poi ottengo il trasferimento in un altro ufficio che più mi aggrada è perché mi sono compromessa con la corte di Berlusconi? Non perché ho abbastanza punteggio e qualifica? Chi, come noi, non vive di politica, conosce la differenza fra timbrare un cartellino e fare politica. Quella, noi, la facciamo fuori dal nostro orario di lavoro.
Quanto poi al lasciar sottendere un comportamento “traditore” da parte di Renato nei miei confronti, sappia che se la politica la si fa con chi si sceglie, non sarà certo uno sconosciuto che sceglie di farla con chi mi infama quotidianamente a fare dubitare me e i miei compagni e compagne dell’onestà di un amico che rispetto e a cui voglio bene.
Anche se non fossi stata presente quando Renato teneva secondo lei “quella posa a mani conserte con la quale l’antagonista ha assistito alla questione Bertozzo nel retropalco del Pride”, avrei pensato che il suo fosse uno dei tanti attacchi che stiamo subendo in questi giorni.
Invece, guarda caso, ero presente al mio arresto... Più che dire ripetutamente “lasciatela andare” che avrebbe dovuto fare, Renato? Farsi arrestare con me? Ho il sospetto che qualcuno l’avrebbe desiderato… 
E poi, Renato ha il vezzo di tenere le braccia conserte, mica le mani… Anzi, cosa voglia dire “mani conserte” non saprei… Così come non saprei chi sarebbero i mitici “compagni di merende” sopra alla rampa per cavalli. Mi vien proprio da dire un’enormità: cavallo sarà lei!

Graziella Bertozzo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo scritto direttamente all&#8217;autore di questo blog, ma posto anche qui la mia risposta allo &#8220;scoop&#8221; su Renato Busarello:</p>
<p>In relazione al post presente sul suo sito (<a href="http://www.vincenzobrana.it/" rel="nofollow">http://www.vincenzobrana.it/</a>) dal titolo “”Busarello alla corte di Cofferati”, visto che tira in ballo anche il mio nome, vorrei farle presenti un paio di cose.<br />
Come lascia intuire da quanto scrive, è al corrente dell’arresto che ho subito durante il Pride, e quindi ben sa come questo fatto abbia reso palese un conflitto all’interno di quello che fu il movimento lgbt: da un lato chi ritiene che la miglior strategia in tempi pericolosi sia quella di uniformarsi ad un paese che sta “timbrando” le soggettività diverse ed affermare quindi che gay, lesbiche e trans non sono divers*, dall’altro chi (come me e come Renato Busarello, ad esempio) ritiene di combattere apertamente per un mondo dove le diversità, tutte, siano ricchezze e non un “disturbo al manovratore” da annullare.<br />
Non mi importa, in questo momento, la sua collocazione all’interno di questo conflitto, ma mi interessa piuttosto farle presente che leggere questa differenziazione, che va prendendo corpo e visibilità, come “istituzionali” da una parte e “anti-istituzionali” dall’altra è fuorviante.<br />
Vede, signor Branà, denunciare le istituzioni quando sono succubi delle pressioni di chi ha potere economico e mediatico non significa essere anti-istituzionali. Anzi, significa avere a cuore l’indipendenza delle istituzioni, e quindi la loro stessa esistenza.<br />
Quello che lei ritiene uno “scoop” con cui additare Renato Busarello come un “arrampichino”, in realtà è una notizia che i compagni e le compagne di Renato conoscono bene: Renato ha partecipato ad un bando di mobilità, con altre decine di dipendenti comunali, quale egli è.<br />
Non saper distinguere fra chi nel Comune di Bologna lavora per vivere, con un regolare contratto di lavoro, ottenuto superando un regolare concorso pubblico, e chi invece in quel medesimo Comune svolge un’attività politica, che dia o meno origine a dei rimborsi spese, dimostra una scarsa conoscenza dei meccanismi istituzionali. Non distinguere fra un assessore comunale e l’impiegato (o anche il dirigente…) che lavora nell’ufficio diretto politicamente da quell’assessore, significa pensare che il Comune di Bologna non abbia una propria organizzazione interna ma sia in balia di arrampicatori sociali di ogni sorta e risma. Sicuramente c’è chi tenta questa via, ma non è certo questo il caso.<br />
Signor Branà, anch’io lavoro in una pubblica amministrazione, e il ministero per cui lavoro è retto da un ministro di Forza Italia. Questo significa che io faccio il doppio gioco? Che di giorno sono una servitrice del denaro berlusconiano e di notte (o ai pride…) fintamente di sinistra? E se poi ottengo il trasferimento in un altro ufficio che più mi aggrada è perché mi sono compromessa con la corte di Berlusconi? Non perché ho abbastanza punteggio e qualifica? Chi, come noi, non vive di politica, conosce la differenza fra timbrare un cartellino e fare politica. Quella, noi, la facciamo fuori dal nostro orario di lavoro.<br />
Quanto poi al lasciar sottendere un comportamento “traditore” da parte di Renato nei miei confronti, sappia che se la politica la si fa con chi si sceglie, non sarà certo uno sconosciuto che sceglie di farla con chi mi infama quotidianamente a fare dubitare me e i miei compagni e compagne dell’onestà di un amico che rispetto e a cui voglio bene.<br />
Anche se non fossi stata presente quando Renato teneva secondo lei “quella posa a mani conserte con la quale l’antagonista ha assistito alla questione Bertozzo nel retropalco del Pride”, avrei pensato che il suo fosse uno dei tanti attacchi che stiamo subendo in questi giorni.<br />
Invece, guarda caso, ero presente al mio arresto&#8230; Più che dire ripetutamente “lasciatela andare” che avrebbe dovuto fare, Renato? Farsi arrestare con me? Ho il sospetto che qualcuno l’avrebbe desiderato…<br />
E poi, Renato ha il vezzo di tenere le braccia conserte, mica le mani… Anzi, cosa voglia dire “mani conserte” non saprei… Così come non saprei chi sarebbero i mitici “compagni di merende” sopra alla rampa per cavalli. Mi vien proprio da dire un’enormità: cavallo sarà lei!</p>
<p>Graziella Bertozzo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Viola</title>
		<link>http://www.vincenzobrana.it/2008/07/30/bologna/busarello-s-arrabbia/comment-page-1/#comment-11</link>
		<dc:creator>Viola</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 13:32:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.vincenzobrana.it/?p=124#comment-11</guid>
		<description>&quot;Non possiamo non rimanere perplessi da queste pratiche politiche che aprono brecce solo all’interno del movimento senza riuscire a dire nulla a chi sta fuori e fa le leggi&quot;. 
Su quali pratiche parlino o non parlino a chi sta fuori e fa le leggi mi pare che davvero nessuno possa ritenersi capace di dare lezioni ad altri, visto che ad oggi leggi non se n&#039;è vista nessuna. La politica, come giustamente la chiama lei, del compromesso con istituzioni e partiti ha prodotto un forte annacquamento politico e culturale della proposta lgbt a mio parere, ma per certo nessun risultato legislativo. C&#039;è chi (Arcigay) dal 1991 chiede le unioni civili, sempre con pratiche ipermoderate e 17 anni dopo non ha ottenuto niente, quanto dobbiamo aspettare per mettere in discussione pratiche e obiettivi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non possiamo non rimanere perplessi da queste pratiche politiche che aprono brecce solo all’interno del movimento senza riuscire a dire nulla a chi sta fuori e fa le leggi&#8221;.<br />
Su quali pratiche parlino o non parlino a chi sta fuori e fa le leggi mi pare che davvero nessuno possa ritenersi capace di dare lezioni ad altri, visto che ad oggi leggi non se n&#8217;è vista nessuna. La politica, come giustamente la chiama lei, del compromesso con istituzioni e partiti ha prodotto un forte annacquamento politico e culturale della proposta lgbt a mio parere, ma per certo nessun risultato legislativo. C&#8217;è chi (Arcigay) dal 1991 chiede le unioni civili, sempre con pratiche ipermoderate e 17 anni dopo non ha ottenuto niente, quanto dobbiamo aspettare per mettere in discussione pratiche e obiettivi?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

