Vincenzo Branà

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Provincia su quattro sedi anziché su otto, ma l’ex Maternità resta un nodo da sciogliere

LA RIORGANIZZAZIONE
Si eredita dal Comune lo stabile di via San Felice e spariscono due affitti

Palazzo MalvezziUna riorganizzazione che porta da 8 a 4 le sedi dell’amministrazione provinciale bolognese, concentrando la dislocazione degli uffici e producendo, grazie alla dismissione di due edifici in affitto, un risparmio di circa 200 mila euro sui tre milioni annui di locazioni passive che pesano sui conti di palazzo. Il tutto lasciando stabile nel proprio stand-by il Palazzo dell’ex Maternità di via D’Azeglio, in parte utilizzato da servizi scolastici e in parte vuoto, e del quale ancora la Provincia non ha deciso che fare. “La Sovrintendenza – spiega l’assessore provinciale al Patrimonio Giuseppina Tedde – ha bisogno di tempi lunghi per valutare i progetti destinati a quegli spazi”. Insomma c’è bisogno di pensarci bene, dice Tedde, anche se a chi ascolta resta il dubbio che di progetti sul tavolo della Sovrintendenza in realtà non ne siano giunti. D’altronde quello stabile andrebbe in primis ristrutturato, e le risorse necessarie, anche in virtù dei vincoli posti dalle Finanziarie negli anni, non sono certo tra le disponibilità di Palazzo Malvezzi.

Il quale, dal canto suo, ha trascorso gli ultimi tre anni a pensare a un modo per riorganizzare la logistica dell’ente, vagliando diverse ipotesi e scegliendo alla fine quella che dimezza i presidi e che li sviluppa sull’asse via Zamboni – viale Silvani, puntando su una nuova sede in locazione in via San Felice 25, dove attualmente si trovano i settori urbanistica ed edilizia del Comune di Bologna. In quei 7000 mq troveranno spazio 230 dipendenti dell’ente provinciale, il quale, per quelle stanze, sborserà 588.000 euro l’anno, circa 2.556 euro a dipendente, molto meno dei 4.000 euro su cui si assestava la precedente situazione. Oltre al risparmio, sottolinea Tedde, ci sono altri vantaggi: la riduzione delle sedi, innanzitutto, e l’unificazione del Provveditorato agli Studi e degli Uffici Scolastici regionali in via Castagnoli. Così facendo si libera lo stabile di piazza XX settembre, di proprietà dell’Asp Poveri Vergognosi. Vacanti restano pure la sede di Strada Maggiore, sempre di proprietà dell’Asp, e quella di via Rizzoli.

Il quartier generale, nel nuovo assetto che partirà nel 2009, resta Palazzo Malvezzi (di proprietà della Provincia), al quale faranno da succursali i presidi di via Benedetto XIV (sempre di proprietà), di via Malvasia, di via San Felice e di via del Borgo. Tra le possibilità passate al vaglio dai tecnici anche quella di una sede unica per l’ente, pensata in via Silvani dove si trovano gli uffici della Regione che presto si trasferiranno in zona fiera. Ma l’immobile, di proprietà di Generali Properties spa, costerebbe in tutto più di 70 milioni di euro, cifra che Palazzo Malvezzi non può spendere visti i tetti all’indebitamento e l’incremento delle risorse necessarie per le opere pubbliche in virtù del piano delle 300 aule. E visti, soprattutto, i chiari di luna del Governo che rendono impossibile ogni previsione sulla longevità della Provincia di Bologna.



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